AgenPress – Due settimane senza mangiare e bere. E dopo, prima di arrivare allo stremo delle forze – spegnendosi lentamente, accucciato in un angolo del garage dove era stato nascosto –  aver disperatamente abbaiato chissà per quanti giorni: è stato trovato in questo modo, e fortunatamente tratto in salvo, da carabinieri e guardie zoofile della Lida il border collie di 5 anni che il suo “padrone” aveva occultato in un garage a due passi dalla casa comunale di Ciriè, in pieno centro città, prima di essere arrestato per stalking, aggressione e lesioni nei giorni di Natale. Una vicenda per la quale è ora in carcere e che ha visto il titolare della donna che perseguitava finire all’ospedale.

Da quel momento era scattata –  anche con l’utilizzo di social e passaparola –  la ricerca del povero cane, a fronte delle segnalazioni giunte al sodalizio animalista e agli stessi carabinieri di Ciriè da parte dei residenti vicini che –  saputo dell’arresto dell’uomo –  ricordavano la presenza dell’animale solo pochi giorni prima  sul balcone del palazzo dove aveva il domicilio.
In merito all’autore di tali e incomprensibili maltrattamenti: si tratta di un profilo particolare, sul quale gravano già maltrattamenti pregressi ad animali: l’uomo sarebbe solito affittare appartamenti e garage dove sposta spesso le sue masserizie, animali compresi, che parrebbe  utilizzare per “avvicinare” e cercare di destare l’interesse delle donne.
Pertanto, almeno per quel che attiene agli animali, l’uomo (L.D., 36 anni e alcune pendenze per millantato credito, si spacciava di volta per ufficiale, agente dei servizi, della protezione civile etc) è un recidivo, visto che solo un anno fa i civich di Ciriè gli avevano sequestrato un altro cane che anche in quel caso aveva “dimenticato” in uno dei suoi garage: «Ecco perché –  afferma la responsabile della Lida Ciriè-Valli di Lanzo, Laura Masutti, che si è occupata del caso con le forze dell’ordine –  posto che come sempre ci accolleremo le spese delle cure e del sequestro giudiziario dell’animale – occorrerebbe che i giudici in tali sentenze rimarchino la certa impossibilità per tali soggetti di tenere ancora animali in futuro».
Fonte, www.ilrisveglio-online.it

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