AgenPress -“In nome della giustizia e dei diritti degli orsi porteremo avanti la battaglia legale e ricorreremo al Consiglio di Stato e in tutte le sedi e gradi di giudizio, anche per la liberazione di M49 e Dj3, gli altri due orsi tuttora detenuti al Casteller”.

Lo affermano, in una nota congiunta, il presidente della Lega antivivisezionista onlus (Leal) Gian Marco Prampolini e Natascia Pecorari, presidente di Salviamo gli orsi della luna. L’intervento segue la decisione del Tribunale amministrativo di Trento, che ha respinto ieri il ricorso delle due associazioni contro l’ordine di cattura e captivazione dell’orso M57.

Intanto  Stefania Sbarra e Barbara Nosari, le attiviste valtellinesi solidali con i tre orsi  raggiungono oggi il 60mo giorno di digiuno continuativo. Le due attiviste – riporta una nota – chiedono, attraverso l’iniziativa di protesta, libertà per gli esemplari M49, M57, Dj3 e Jj4 (quest’ultimo, non ancora catturata).

Sbarra e Nosari hanno iniziato lo sciopero della fame il 21 settembre. Nei giorni scorsi, a sostegno delle due attiviste, è stata lanciata la petizione internazionale al Parlamento europeo “Don’t sentence bears and humans to death” (non condanniamo orsi e umani alla morte). Il medico che segue le due attiviste, Riccardo Trespidi, a margine dell’ultima relazione sulle loro condizioni, ha parlato di una situazione “preoccupante per il loro stato di salute psico-fisica”.

“Il cuore, l’apparato digerente, il fegato, l’apparato genito-urinario, il cervello di queste donne  subiscono danni che diventeranno ben presto irreversibili”.

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