AgenPress – A Roma una mamma cinghiale e sei cuccioli sono stati uccisi dopo essere stati narcotizzati. A raccontarlo Piergiorgio Benvenuti, presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale che definisce l’episodio “indegno”.

“La peggiore soluzione che si poteva trovare – aggiunge – Esprimiamo l’apprezzamento e la solidarietà a un gruppo di cittadini che hanno protestato in strada contro la soluzione adottata con l’ausilio della Polizia provinciale armata di fucili a poca distanza dalla Basilica di San Pietro”.

A pubblicare la notizia il quotidiano La Repubblica. “Nei giorni scorsi la famiglia di cinghiali, attirati da cumuli di rifiuti si erano rifugiati nel giardino Mario Moderni, in via della Cava Aurelia, che per la mamma-cinghiale poteva rappresentare un rifugio sicuro per tutta la sua famiglia, mentre è subito scattata la trappola con i cancelli del giardino che sono stati chiusi per bloccarli. In quel momento era facile catturarli senza sopprimerli ed utilizzare le armi per narcotizzarli ed eseguire la condanna a morte attraverso punture con liquido letale, nel pieno centro della Capitale” aggiunge Benvenuti sottolineando: “Responsabilità della Regione, l’inerzia della Sindaca Raggi, l’incapacità di raccogliere e gestire i rifiuti nella città, hanno condannato a morte una inerme famiglia di cinghiali che potevano agevolmente essere rimesse in piena libertà in natura”.

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) chiede a Roma Capitale e Regione Lazio perché sia stato deciso di uccidere sbrigativamente una mamma cinghiale e i suoi sei cuccioli che avevano trovato riparo in un’area giochi dell’Aurelio, invece di salvare la loro vita date le soluzioni alternative che erano state offerte dalle associazioni. “Attendiamo una risposta, anzitutto dal presidente della Commissione capitolina Ambiente, Daniele Diaco, che ha assistito all’anestesia e all’iniezione letale, al sindaco di Roma, Virginia Raggi, e al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti”, dichiara la delegata dell’Oipa di Roma, Rita Corboli.

“Questo scempio è la conseguenza protocollo d’intesa Roma Capitale – Regione Lazio – Città Metropolitana approvato dalla Giunta capitolina il 27 settembre 2019. Questo scempio va contro il sentire della stragrande maggioranza dei cittadini che volevano la famiglia salva in una riserva protetta in cui gli animali avrebbero potuto essere trasferiti una volta anestetizzati. Invece le istituzioni hanno preferito la soluzione più crudele”.

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