AgenPress –  A seguito di quanto accaduto ieri sera nel parco Mario Moderni a Roma, dove sono stati uccisi dei cinghiali, la Sindaca di Roma Virginia Raggi ha chiesto agli uffici la costituzione immediata di una commissione d’inchiesta amministrativa per fare luce sui fatti e valutare eventuali profili di responsabilità. Lo rende noto il Campidoglio.

“La Regione ordina l’uccisione di 6 cinghiali, la Brambilla sbraita comodamente dal divano di casa sua e noi, gli unici ad averci messo la faccia e ad aver sempre palesato contrarietà all’uccisione di questi animali, saremmo i carnefici? Scandaloso”, scrive su Facebook il presidente della commissione Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco (M5s). “Per 3 ore il sottoscritto – prosegue – ha presidiato il Giardino Mario Moderni per cercare di ribadire che l’abbattimento non è la soluzione più idonea, corretta ed eticamente giusta. Assente la Regione Lazio, l’unico soggetto che poteva fermare l’esecuzione dei sei cinghiali in quanto unico ente competente in materia di fauna selvatica. Regione che non solo ha disertato gran parte dei tavoli tecnici, ma che non ha altresí mai preso in considerazione l’ipotesi di catturare i cinghiali servendosi di apposite gabbie e di condurli in aree non faunistiche.

Zingaretti non ha mai ascoltato le soluzioni meno cruente prospettate da Roma Capitale la cui contrarietà all’abbattimento, come risulta dai verbali dei tavoli tecnici, è sempre stata forte e convinta, a dispetto delle scellerate menzogne pronunciate dalla Brambilla che accusa il Movimento Cinque Stelle pur sapendo che la decisione di abbatterli è stata presa esclusivamente dalla Regione Lazio”.

“E’ necessario fare alcune precisazioni”, scrive su Facebook l’assessora al Benessere degli animali di Roma Capitale Laura Fiorini. “Voglio chiarire che la scelta privilegiata è la cattura con apposite gabbie  ma poiché Regione Lazio e Roma Natura non le hanno predisposte, il tavolo tecnico ha ritenuto che, essendo impossibile ricorrere alla prima modalità, fosse necessario procedere con la teleanestesia. Ma è chiaro che la necessità deve essere oggettiva e non può consistere nella semplice indisponibilità delle gabbie o altre semplici difficoltà superabili. Prendiamo atto, infine, del fatto che il Protocollo sui Cinghiali, da noi sottoscritto insieme alla Regione, non è stato attuato dall’Ente competente, Regione Lazio. Ne trarremo le conseguenze – conclude l’assessora – poiché l’irresponsabilità dei comportamenti non può ricadere su chi li subisce ma su chi ne è artefice”.

 

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