AgenPress – La Fondazione Luigi Einaudi ha pubblicato i verbali del Comitato tecnico scientifico posti a base dei Dpcm sul Coronavirus, che il Governo ha deciso di desecretare.
Ieri sera, 5 Agosto 2020, alle 21.15 sono stati trasmessi tramite PEC dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero le copie dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico n.12 del 28.2.2020; n.14 dell’1.3.2020; n.21 del 7.3.2020; n.39 del 30.3.2020 e n.49 del 9.4.2020
Tutto è iniziato nell’aprile scorso, quando la onlus ha chiesto l’accesso ai documenti degli scienziati datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020, cioè quelli redatti nel pieno della pandemia e citati più volte dai Dpcm con cui il premier ha regolamentato il lockdown del Paese. Il motivo? “Al fine di consentire agli italiani di conoscere le vere motivazioni per le quali, durante l’epidemia da Covid 19 sono stati costretti in casa, anche in quelle regioni o in quei territori dove non si sono registrati casi di infezione”, hanno spiegato gli avvocati della Fondazione. Ma di fronte alla risposta negativa da parte delle istituzioni, si è deciso il 26 maggio di presentare un ricorso al Tribunale amministrativo. Che ne ha accolto le ragioni. Contro il verdetto del Tar (22 luglio), il governo ha presentato ricorso a sua volta (28 luglio). La tesi di Palazzo Chigi è che il segreto sia necessario perché si tratta di atti amministrativi e perché devono essere tutelati “la sicurezza pubblica” e “l’ordine pubblico”.
“La gestione dell’emergenza non può e non deve travalicare lo Stato di Diritto”, scrive in una nota la Fondazione Luigi Einaudi il 31 luglio. 3 avvocati, Enzo Palumbo, Rocco Mauro Todero, Andrea Pruiti Ciarello, con il sostegno della fondazione, avevano chiesto al governo di rendere pubblici i pareri del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, quelli usati dal premier Giuseppe Conte per emanare i Dpcm di marzo e aprile, il lockdown del Paese.

Ma la presidenza del Consiglio nega l’accesso agli atti. I 3 giuristi presentano un ricorso al Tar Lazio che lo accoglie. Per il Tar i verbali possono essere visionati. Ma l’Avvocatura dello Stato fa appello e impugna la sentenza.

La decisione ha provocato la reazione degli avvocati. Andrea Pruiti Ciarello, consigliere di amministrazione della fondazione, ha commentato così: “È grave aver fatto l’appello perché dimostra che il governo non è disponibile ad essere trasparente su atti così importanti, Atti che hanno compresso i diritti e le libertà costituzionali per i cittadini come mai nella storia della Repubblica”. Con quegli atti si è deciso lo stop di parte dell’economia italiana, la chiusura di migliaia di esercizi commerciali e produttivi che condurrà a fallimenti di tanti di loro con un effetto devastante su migliaia di persone e imprese.

A quel punto si pronuncia il presidente della Terza sezione del Consiglio di Stato che sospende l’esecutività della sentenza del Tar ma al tempo stesso smonta le motivazioni dell’Avvocatura dello Stato, demandando la decisione finale al collegio del Consiglio il 10 settembre prossimo. Anche il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, chiede al Governo tutti gli atti del Comitato Tecnico Scientifico.

 

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