AgenPet  –  “Si teme che gli animali siano stati seppelliti per cancellare ogni prova del gesto criminoso” scrivono Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza popolare ecologista (Ape) e Ilaria Fagotto, presidente della Lega Antispecista Italiana (Lai). “Troviamo inaccettabile – spiegano – che a due anni dal massacro dei cani vaganti, l’amministrazione comunale non abbia provveduto alla vigilanza, controllo ed attuazione della legge 15/2000, nonché delle specifiche norme di tutela del benessere degli animali. In sette mesi meno di dieci cani randagi sarebbero stati sterilizzati. È normale che ci sia una prolificazione incontrollata nel territorio. Il Comune deve procedere con urgenza con la soluzione dell’accalappiamento per metterli in condizione alla sterilizzazione da parte dell’Asp”.

Da quanto appreso inoltre in zona fino allo scorso anno erano stati censiti ben 40 cani e i residenti denunciano diverse scomparse, tanto che ad oggi dei 40 solo 5 sembrano presenti ancora all’appello.

Tuttavia fanno discutere le strane modalità della rimozione della carcassa rivenuta nella stessa zona, ma ieri. Nella mattina di giovedì 9 luglio 2020 infatti, dopo segnalazione al Comune da parte dei residenti, un mezzo adibito alla raccolta rifiuti è arrivato in zona per prelevare la carcassa, anche questa a detta dei residenti presentava vistosa schiuma e bava alla bocca. Come visibile dal video, l’operatore ha prelevato la carcassa, l’ha inserita all’interno di un sacco e l’ha caricata sul mezzo della nettezza urbana, il tutto mentre i residenti chiedevano di riferire alcuni dettagli al funzionario del Comune di Sciacca che si occupa di randagismo. Interessante che tale rimozione sia parsa senza particolari accortezze o indagini di rito.

Il particolare che fa sorgere più perplessità è però il fatto che il veterinario dell’ASL accorso questa mattina, ad un giorno di distanza dal ritrovamento, non fosse stato ancora avvisato e nulla sapesse di quest’altro animale morto ritrovato e recuperato ieri.

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