AgenPet – Il 4 marzo, in piena emergenza pandemia, Sergio Lotti, 60 anni, residente ad Ardenno, si è sottoposto all’ospedale Borgo Trento di Verona all’operazione di asportazione del rene destro, donato al nipote Marco 35enne, industriale di Rimini che rischiava la vita.

L’uomo  durante una passeggiata serale con il suo cane è finito in un buco di un cantiere edile aperto vicino a un palazzetto dello Sport. “Era buio e non c’erano cartelli  e stavo raggiungendo una fontana per riempire alcune bottiglie, quando all’ improvviso sono caduto nello scavo. Sono rimasto a terra svenuto per oltre mezz’ora. A salvarmi sono state le leccate al volto del mio cane Pulce. Mi ha fatto rinvenire e con il telefonino, sono riuscito a chiedere aiuto al 112. I carabinieri di Ardenno, giunti sul posto con l’ambulanza, hanno calcolato con mia moglie Stefania che sono rimasto a terra, svenuto, tra i trenta e i 45 minuti.

Ora Sergio Lotti, dopo l’intervento dei carabinieri di Ardenno che hanno provveduto a segnalare l’accaduto alla Procura di Sondrio, sta valutando con l’avvocato Giuseppe Romualdi di presentare denuncia penale. “Ho rischiato di morire – dichiara – e oggi ho forti dolori alla ferita dove è avvenuta l’estrazione del rene destro che ho donato, una seria emicrania, dolori lombari, faccio fatica a salire le scale e ho fastidio forte alla luce solare. I medici mi hanno detto che ho avuto un’ischemia transitoria, probabilmente dovuta alla caduta. Un fatto del genere non deve accadere mai più ad altri e i cartelli vanno posizionati e l’ente comunale committente dei lavori avrebbe dovuto vigilare”.

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