Agenpress –  “C’è poco da fare: con qualcuno la soluzione non può che essere il Trattamento sanitario obbligatorio, il Tso. E bisogna inasprire le pene. Non sono un giurista, ma di fronte alla scelta deliberata di mettere a repentaglio in maniera molto seria la salute, anzi, la vita di altre persone, io sono per il carcere”.

Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, in un’intervista al Corriere della Sera in merito al caso del manager vicentino infetto che non si è messo in quarantena e ha rifiutato il ricovero.

“Il paziente serbo 0 che ha contagiato l’imprenditore vicentino sembra sia deceduto mercoledì”, ha detto ancora sui nuovi casi in Veneto, generati da un imprenditore vicentino che si era recato in Serbia.

I quattro veneti che hanno viaggiato nella stessa auto al rientro dalla Serbia “non avevano addosso la mascherina. Oggi la Serbia, Belgrado, – ha aggiunto – è entrata in lockdown”.

“Io credo che sia il governo a dover fare qualcosa. Primo, comportamenti di questo tipo devono avere rilevanza penale. Secondo, le multe devono essere esemplari”, sostiene Zaia. “Lunedì farò un’ordinanza che serra il più possibile le maglie dell’isolamento fiduciario. Ma il governo deve intervenire”. “Deve essere chiaro che il mettere a repentaglio la salute ha anche dei costi sanitari pesanti: se hai deciso di farti male da solo, non è giusto che la comunità paghi per te”, prosegue Zaia. “Dobbiamo essere severissimi: chi è in quarantena fiduciaria deve stare a casa. Non possiamo buttare via mesi di sacrifici e sostenere costi mastodontici per qualche genio. Tra l’altro, vediamo già che il virus ha nuove fiammate anche dove pareva superato”.

 

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