Agenpet – Il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, firmerà un’ordinanza che prevede l’abbattimento dell’orso, non ancora identificato, che lunedì pomeriggio ha aggredito due uomini, padre e figlio, sul Monte Peller. “E’ un fatto gravissimo – ha detto il governatore – che impone di agire per tutelare l’incolumità delle persone. Nelle prossime ore informerò il ministro dell’Ambiente Costa delle azioni che intendiamo mettere in campo”.

Protagonisti del brutto incontro con l’orso avvenuto a circa 1.500 metri a Fontana Maora non distante dal rifugio Monte Peller, sono stati Fabio e Christian Misseroni, rispettivamente padre di 59 anni e figlio di 28 originari di Cles.

L’orso è sbucato fuori da un cespuglio si è avventato improvvisamente verso le due persone scaraventando a terra Christian e ferendolo alle gambe. Il padre ha cercato di difendere il figlio ma l’orso gli ha procurato la frattura scomposta del perone destro e gravi ferite.

“Si è scagliato contro Christian, colpendolo alle gambe. A quel punto sono andato contro di lui per difenderlo. Mi ha morso a una gamba, poi a un braccio, poi all’altra mano. Poi se n’è andato, miracolosamente. Avrebbe potuto uccidere entrambi”.

L’orso si è poi allontanato e padre e figlio a fatica hanno raggiunto l’auto che avevano parcheggiano nei pressi di un laghetto per poi recarsi all’ospedale ‘Valli del Noce’ di Cles e raccontare la spiacevole, dolorosa e sconvolgente avventura. Secondo l’amministrazione provinciale in Trentino, “il numero degli orsi è superiore alla possibilità del territorio e per questo sarà predisposto un piano di gestione da sottoporre al ministro Costa”. Sulle montagne trentine ci sono circa una novantina di orsi.

Tutto è avvenuto nell’arco di pochi attimi. Il padre e il figlio, che ha 28 anni, stavano perlustrando il bosco a quota 1.500 metri in località Verdé, nella zona di Fontana Maora, a valle del rifugio Monte Peller. Sono due appassionati cacciatori e stavano preparando una battuta nella zona, che conoscono molto bene.

I due hanno poi camminato fino al laghetto di Verdé, dove avevano lasciato l’auto, e hanno raggiunto l’ospedale di Cles. Il più giovane se l’è cavata con qualche graffio, il genitore ha subito un intervento alla caviglia destra piuttosto malconcia. Mentre i sanitari si dedicavano alle cure, è scattato l’allarme. “Mi sembra di vedermelo ancora davanti… continuo a vedermelo davanti” ha raccontato Christian Misseroni.

Per raccogliere le testimonianze sono intervenuti i forestali della Provincia autonoma di Trento, assieme all’assessore Giulia Zanotelli, che ha la delega all’agricoltura e alle foreste. Il sospetto, come ha dichiarato il comandante Romano Masè, è che possa trattarsi di un esemplare femmina, diventato aggressivo per difendere i cuccioli rimasti nascosti nel bosco.

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