Agenpet – Se non sono bastate le ferite, i maltrattamenti e le uccisioni dei tori a mettere fuorilegge la corrida, una recente video-investigazione internazionale svolta dall’Unità Investigativa LAV, ai tempi del Covid-19 riapre il dibattito sull’attualità della sicurezza sanitaria e sui finanziamenti pubblici europei a questo spettacolo sanguinario: uno show da vietare per oscenità e violenze verso i tori, altro che tradizione da difendere e da finanziare con fondi pubblici!

La corrida è uno spettacolo insostenibile, da anni contestato perché contrario all’etica e alla tutela degli animali, diseducativo eppure offerto in spettacolo anche ai minori benché l’84% dei giovani spagnoli disapprovi questo show. Oggi più che mai, nell’emergenza Covid-19, ignorare i rischi sanitari di arene dove si semina il sangue di questi animali, macellati sul posto in strutture attigue e con dubbi standard di sicurezza sanitaria è un atto irresponsabile.

FINANZIAMENTI PUBBLICI E PAC 

La corrida beneficia di finanziamenti pubblici europei nonostante la volontà contraria del Parlamento UE: a fine ottobre 2015, infatti, il Parlamento Europeo (con 438 sì, 199 no e 50 astensioni) ha approvato un emendamento al bilancio 2016 che prevede “che non si debbano utilizzare fondi della PAC (politica agricola comune, ndr) né di qualsiasi altra linea di finanziamento europeo per sostenere economicamente attività taurine che implichino la morte del toro.

Le sovvenzioni della PAC costituiscono il 31,6% delle entrate per gli allevamenti di animali destinati alla Corrida, senza questi difficilmente riuscirebbero ad andare avanti. Questi fondi sono gestiti e distribuiti dalle comunità autonome.

In questo momento cruciale di revisione della PAC, è necessario introdurre una misura che preveda l’interruzione dello stanziamento di fondi ad allevamenti che destinano i loro tori per la Corrida.

  • 571 milioni di euro: fondi per la Corrida disposti dalle varie parti delle autorità spagnole
  • circa 130 milioni: i finanziamenti concessi dall’Unione Europea alla corrida, essenzialmente attraverso le PAC.

Come può l’Unione Europea finanziare questo orrore? E’ ora di dire basta: sollecitiamo la Commissione e il Parlamento UE a sospendere immediatamente l’erogazione di questi fondi pubblici destinati all’agricoltura e non alla tortura.

La diffusione delle immagini e delle informazioni sulla situazione delle corride, la frode ai fondi pubblici PAC e sulla sofferenza degli animali documentati dall’Unità investigativa LAV è realizzata in collaborazione con Animal Guardians e AVATMA Associazione del Veterinari per l’abolizione della Tauromachia e del maltrattamento animale – che la LAV ringrazia per aver completato ed arrichito questo lavoro investigativo –– ci auguriamo che queste immagini possano dare un aiuto alle associazioni spagnole nel proseguire la loro battaglia di civiltà contro questo spettacolo fatto di sofferenza e incrudelimento nei confronti degli animali.

Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre scorso, l’Unità Investigativa LAV ha avuto modo di documentare tre spettacoli – Algemesi, Siviglia e Madrid – proprio nella parte finale dell’ultima stagione finora svolta nel 2019. Gli investigatori hanno documentato testimonianze che:
• ammettono di ricevere fondi dalla Comunità Europea con altri “espedienti” e dalle comunità locali (ricezione di fondi UE per le mucche, per attività non collegate all’allevamento di tori per le corride)
• In più occasioni il matador colpisce il toro con l’estoque in maniera non corretta, causando agli animali
gravi e lente emorragie, visibili soprattutto dalla bocca. Un’atroce sofferenza a causa del lento soffocamento.
• In diversi momenti in cui l’animale deve subire il “colpo di grazia”, la puntilla (pugnale) viene usata più volte, mostrando un’agonia lentissima per i tori coinvolti.
• Gli investigatori hanno filmato tori trasportati fuori dall’arena verso la struttura di macellazione interna. In diversi casi è stato filmato il sangue dei tori lasciato sul piazzale, a contatto con il pubblico che entra ed esce dall’arena (a stretto contatto con passanti e in alcuni casi anche con dei bambini).
• È stato documentato come la carne di toro ucciso nelle arene sia venduta in alcune macellerie e ristoranti locali. In alcuni casi quella stessa carne viene trasportata fuori senza alcun criterio igienicosanitario e di fronte a minorenni.
• Gli spettacoli filmati: due riguardano le principali arene spagnole (Siviglia e Madrid), mostrano animali uccisi violentemente, seviziati e giustiziati dopo una lunga agonia. Altri si feriscono gravemente per lo stress, appena entrati nell’arena. In diversi casi l’intrattenimento mette a serio rischio la vita dei presenti all’interno dell’arena. Algemesi è un’ulteriore “plaza” molto importante e particolare, i tori vengono condotti con percosse prima dello spettacolo, per le strade del paese (pratica dell’encierro). Vengono mandati a morte giovanissimi (non oltre 3 anni di età), per questo motivo coloro che li uccidono sono chiamati “novilleros”, ovvero aspiranti toreri.
“La corrida è uno spettacolo insostenibile, da anni contestato perché contrario all’etica e alla tutela degli animali, diseducativo eppure offerto in spettacolo anche ai minori benché l’84% dei giovani spagnoli disapprovi questo show – afferma Roberto Bennati, Direttore Generale LAV – Oggi più che mai, nell’emergenza Covid-19, ignorare i rischi sanitari di arene dove si semina il sangue di questi animali, macellati sul posto in strutture attigue e con dubbi standard di sicurezza sanitaria è un atto irresponsabile.”

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