Agenpress – A solo tre settimane dall’inizio del festival di #Yulin, il noto evento cinese durante il quale migliaia di cani vengono uccisi per il consumo umano, il Ministero dell’Agricoltura e degli Affari Rurali della Cina ha reso ufficiale la sua posizione: i cani sono compagni e non “bestiame”.
La dichiarazione ufficiale del Ministero ha confermato che la maggior parte delle persone che hanno partecipato alla consultazione pubblica si sono opposte all’inclusione dei cani nell’elenco degli animali considerati da reddito. A continuazione si afferma che i cani hanno una lunga storia di addomesticamento, a fianco dell’uomo come animali da guardia, da caccia, d’assistenza o semplicemente da compagnia.
Sono però state incluse alcune specie selvatiche tra cui germani reali, struzzi e specie allevate per la loro pelliccia come i cani procione, le volpi argentate ed i visoni. L’allevamento intensivo, in cattività, di questi animali presenta gravi problemi per il benessere animale e potenziali rischi per la salute umana.

 

La notizia era stata già anticipata a inizio aprile quando era stato diffuso il testo di una proposta di legge voluta dal ministero che includeva come «bestiame» i suini, bovini, ovini, pollame e cammelli ma anche animali selvatici specificando che il termine «bestiame» si riferisce agli animali che «sono stati addomesticati e fatti riprodurre per lungo tempo» al fine di ottenere prodotti come carne, uova e pelliccia oppure per fini medicinali e militari.

Una notizia che diventa ancora più importante visto che fra poche settimane i mattatoi della città di Yulin si riempiranno di quattrozampe terrorizzati per il tanto discusso Festival della carne di cane. Centinaia di animali brutalmente uccisi, spesso sottratti alle loro case o catturati dalle strade per poi essere trasportati a Yulin già in condizioni inaccettabili.

«Il festival di Yulin è una manifestazione sanguinosa che non riflette il sentire comune o le abitudini alimentari del popolo cinese ed il suo proseguimento è un insulto al parere espresso dal Ministero dell’Agricoltura. Come osservato dal Ministero, l’atteggiamento verso questi animali è cambiato ed è tempo che i macellai di Yulin posino il coltello una volta per tutte» commenta il dottor Peter Li, specialista in politica cinese della Humane Society International, organizzazione attiva in tutta l’Asia per porre fine ai commerci di carne di cane e gatto.

La maggior parte delle persone in Cina non mangia abitualmente i cani. Infatti, la carne di cane viene consumata solo raramente dal 20% dei cinesi. Un sondaggio del 2017 ha rivelato inoltre, che anche a Yulin, sede del noto festival della carne canina, il 72% degli abitanti non mangia regolarmente carne di cane, nonostante gli sforzi dei commercianti di carne di cane per promuoverla. A livello nazionale, un sondaggio del 2016 condotto dalla società di sondaggi cinese Horizon e commissionato dalla China Animal Welfare Association in collaborazione con Humane Society International e Avaaz, ha rivelato che la maggior parte dei cittadini cinesi (il 64%) vuole che il festival di Yulin venga fermato. Inoltre, più della metà (il 51,7%) ritiene che il commercio di carne di cane dovrebbe essere completamente vietato e la maggioranza (il 69,5%) non ha mai consumato carne di cane.

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