Agenpet  – Con la fine del lockdown i wet market hanno riaperto. Il commercio degli animali selvatici e ai wet market in Cina, oggi ruota un mercato di settantaquattro miliardi di dollari, valore stimato nel 2017.

Chiudere i wet market è quello che chiedono oggi molti, a gran voce. Tuttavia, non tutti sono d’accordo perché la gran parte di questi mercati hanno dei buoni standard igienici e inoltre, con la loro chiusura, si rischia di alimentare un mercato nero di animali selvatici. E, in un paese grande quanto la Cina, si farebbe presto a perdere il controllo della situazione.

Cosa si vendeva nel wet market di Wuhan 

Ma cosa si vendeva nel famigerato mercato di Wuhan? Tanta la varietà di animali selvatici venduti, sia vivi sia macellati,  carne di cammello, come bistecche, zampe o gobbe (a sette euro al chilo), oppure alligatori (lingue o code, cinque e sei euro al chilo, rispettivamente) e anche tartarughe, volpi, marmotte, canguro e serpenti. La lista degli animali selvatici è lunga:  alligatori, ratti del bambù, nutrie, procioni, tartarughe, serpenti e porcospino,  pipistrelli e pangolini.

I prezzi del wet market 

Spulciando nella lista online si scopre che un agnello intero arrostito, si vende a circa tre euro al chilo mentre una pecora viva a meno di 1,50 euro, mentre il suo filetto venduto in confezioni industriali (tipo quelle del supermercato) costa circa quattro euro al chilo, mentre la carne fresca macellata va a circa tre euro.

La carne di volpe si trova a circa cinque euro al chilo, mentre una volpe viva costa circa sessantacinque euro. Lo zibetto, un altro animale indicato come potenziale sorgente dell’epidemia di coronavirus, viene considerata una carne pregiata: si vende a tredici euro al chilo. Se si analizza il nuovo sito web dell’azienda, aperto in questi giorni, ci si accorge che i prodotti disponibili sono gli stessi e nulla è cambiato.

Questo è un quadro solo parziale dei circa mille venditori che affollavano il mercato di Wuhan. È lecito pensare che la lista degli animali selvatici venduta a Wuhan sia stata ben più lunga e che le misure per realizzare corrette condizioni igieniche siano state difficili da attuare. Inoltre, non è ancora chiaro se ci fosse un mercato nero parallelo dove molti animali non disponibili nelle liste ufficiali, come pipistrelli e pangolini, venivano venduti sottobanco

Menù salutisti a base di coccodrillo  

Sul sito si legge che il venditore è approvato dal governo cinese e che i suoi prodotti sono venduti in tutta la Cina, che l’azienda è fornita di celle frigorifere e dotata di tutte le più moderne attrezzature. Inoltre, si dice che si possono acquistare più di cento specie di pollame, anche in grandi quantità e che è prestata una particolare cura all’igiene.

Sul sito si trovano ben sette certificazioni di qualità e per molti animali, come il coccodrillo, ci sono le ricette e le relative indicazioni terapeutiche. Ad esempio, la testa di coccodrillo, venduta a circa due euro al chilo, è consigliata in caso di raffreddore, per problemi respiratori e per l’asma. Il venditore suggerisce di inserire la zuppa di testa di coccodrillo, cucinata con funghi, mandarino e zenzero, nella dieta giornaliera al fine di evitare tosse e raffreddore. Si sottolinea che la carne di coccodrillo sarebbe utile per molte patologie e servirebbe, in generale, a rafforzare cuore, polmoni e muscoli e rigenerare il sistema immunitario. Nello specifico, il suo fegato rafforzerebbe la vista e tratterebbe la cataratta, mentre il cuore curerebbe i disturbi coronarici. Per scoiattoli e le nutrie non ci sono ricette mentre se ne trovano per i ratti del bambù (grigliati o in brodo). C’è inoltre una vasta sezione dedicata ai cani. (fonte galileonet.it)

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