Agenpress – Dal 4 maggio in avanti, quasi certamente, si potrà uscire indossando una mascherina, ma senza dover rispettare limiti di distanza da casa.

In generale, ha spiegato Giuseppe Conte, ci saranno altre misure “di allentamento sociale ma non di stravolgimento”. I cittadini potranno spostarsi all’interno del comune liberamente senza autocertificazione e (forse) verrà data la possibilità di raggiungere le seconde case se all’interno della stessa Regione. Tutte le misure, ha anticipato Conte, verranno comunque rese note entro la settimana e si concretizzeranno in un nuovo Dpcm.

Saranno 3 i prerequisiti per le riaperture, secondo Vittorio Colao: curva dei contagi stabile o in miglioramento; una rete ospedaliera adeguata per reagire allo scoppio di nuovi focolai; disponibilità di mascherine e degli altri dispositivi che per questo primo step sono sufficienti.

Ma tanto per le mascherine e i dispositivi di sicurezza quanto per un eventuale una seconda ondata di contagi sarà fondamentale un monitoraggio costante settimana per settimana. Qualora emergesse – ha detto Conte – in un determinato territorio la ripresa della diffusione del Covid scatterebbe l’allarme rosso,  oppure, altrettanto grave, se in quella zona non ci fossero sufficienti dispositivi di sicurezza. In questo caso si imporrebbero immediatamente nuove misure di lockdown “mirate”.

Determinante ovviamente sarà il rispetto dei protocolli di sicurezza messi a punto dalle parti sociali (dal termoscanner alla sanificazione degli ambienti, alla dotazione dei dispositivi di sicurezza a partire da guanti e mascherine).

Il piano nazionale, come annunciato in Senato, si svilupperà su 5 punti essenziali che prevedono, tra le altre cose, il rispetto del distanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine e guanti fino alla scoperta di una cura e di un vaccino

Via libera all’uscita dei più piccoli,  ma con le dovute cautele e con la mascherina anche per loro. Su indicazione degli esperti,  il governo sta maturando la decisione di far uscire di casa i più piccoli, raccomandando però alle famiglie di evitare assembramenti e contatti ravvicinati. “Ai bambini va restituito con prudenza uno spazio di libertà e la possibilità di uscire in sicurezza— anticipa la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa —. Ciò significa che il papà, la mamma o comunque un adulto escano con loro, anche per evitare situazioni di aggregazione”.

Questo aspetto rappresenta un nodo cruciale. L’obiettivo, forse un po’ troppo ambizioso, è quello di “abolire gli orari di punta” grazie a turni di lavoro scaglionati nell’arco della giornata. Sicuramente su treni, bus, tram e metro si dovrà viaggiare solo seduti e ben distanziati, con un’inevitabile riduzione della capienza dei mezzi pubblici. Si dovrà inoltre prevedere un distanziamento anche per le fermate: in pratica si farà la fila anche per prendere i mezzi.

Allo studio c’è la possibilità di consentire gli spostamenti all’interno delle singole regioni, anche se potrebbero venire previste limitazioni in tal senso per gli ultra settantenni e per le persone affette da patologie.

Per quanto riguarda gli spostamenti da una regione all’altra, invece, molto probabilmente si deciderà di rimandare la questione ad un momento successivo, quando l’andamento del contagio sarà più incoraggiante. Per quanto riguarda invece i viaggi in aereo, saranno sicuramente limitati a quelli legati ad inderogabili esigenze lavorative o familiari, ma non sono ancora emersi particolari su come verrà organizzato nella pratica l’accesso agli aeroplani né in che modo sarà garantita la distanza di sicurezza.

Secondo il Capo della task force di quei 2,7 milioni di lavoratori coinvolti dal 4 maggio meno del 15% dovrebbe ricorrere al trasporto pubblico: queste imprese non sono tipicamente urbane, avrebbe spiegato il manager.
La lista dei settori è stata decisa sulla base delle mappe Inail comprendendo quelle a basso o medio-basso rischio. Oltre a tutte le attività manifatturiere e alle costruzioni, ripartiranno le imprese che operano nell’estrazione dei minerali, nel settore immobiliare,dei noleggi e servizi di supporto alle imprese, il commercio all’ingrosso e non è da escludere che possano essere coinvolti anche i negozi al dettaglio fino alla ristorazione e ai servizi di alloggio (hotel).

Oltre agli ingressi scaglionati, anche in questo caso si sta pensando di organizzare aperture in orari differenziati imponendo a tutti, dipendenti e clienti, l’uso obbligatorio delle mascherine. I negozi di abbigliamento, in particolare, dovranno occuparsi della disinfezione dei camerini e degli abiti utilizzati dopo una prova; serviranno, dunque, sistemi di sterilizzazione particolari. Una possibile data per la riapertura è quella dell’11 maggio.

Al momento l’unica soluzione percorribile per lavorare è quella di dedicarsi alle consegne a domicilio. Una possibile data per la riapertura è quella del 18 maggio, ma al momento non c’è nulla di definito in merito. Di sicuro la riapertura non avverrà prima della realizzazione di un preciso protocollo anti-contagio.

 

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