Agenpet – Foligno. Una cittadina nota alle autorità, ormai da tantissimo tempo continua a detenere all’interno di una sua struttura privata, numerosi cani di razza rinchiusi dentro un canile, presumibilmente abusivo ed in condizioni sanitarie davvero drammatiche, alcuni scheletrici, pieni di parassiti e con malattie infettive e parassitosi già accertate da sanitari veterinari. Nonostante le denunce dei cittadini e dei volontari della zona, la situazione continua a non cambiare. La volontaria Marta D.S. di Foligno, stanca della totale assenza delle Istituzioni, ha deciso di chiedere aiuto al Partito Animalista Europeo che le ha predisposto un atto di denuncia querela.

 “Rimango basito da quello che ormai succede da ben un mese a Foligno. Una cittadina, in barba alle leggi vigenti a tutela del benessere animale, continua indisturbata a detenere i proprio cani in condizioni drammatiche nella totale inerzia delle forze di polizia e della asl veterinaria locale” dichiara Enrico Rizzi, Capo della Segreteria Nazionale del Partito Animalista Europeo – “Questi ultimi, il 3 marzo scorso hanno effettuato un sopralluogo e su richiesta esclusiva della volontaria sopra citata. Mi chiedo come ci sia potuti limitare a rilasciare delle semplici prescrizioni quando innanzi ad una flagranza di reato, l’obbligo dell’Organo di Polizia è quello di procedere all’immediato sequestro preventivo degli animali onde evitare che il reato di maltrattamento potesse ancora protrarsi, essere ripetuto o portato a conseguenze ulteriori come la morte degli animali, già affetti da gravi malattie. E nonostante ciò, a distanza di un mese e mentre gli animali continuano ad ammalarsi, si spera che la signora possa ottemperare a quanto intimato dal Servizio Veterinario. Tutto ciò ha veramente dell’assurdo, dell’incredibile”.

Rizzi poi aggiunge: “Un sindaco che pubblicamente annuncia immediati interventi del Suo ufficio, delle forze dell’ordine ed addirittura di una Sua Consigliera comunale, che però si sono tradotti in un nulla di fatto, dovrebbe avere la decenza di dimettersi dopo due minuti, anche quando annuncia, sui social ed in risposta ad una cittadina, di non avere facoltà di intervento, senza l’ok della asl. Niente di più falso visto che lo stesso è riconosciuto quale massima Autorità Sanitaria Locale (l. 833/1978 e d.lgs. 112/1998), di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S. – R.D. n. 733/1931) e responsabile del benessere degli animali sul proprio territorio (D.P.R. 31.3.1979) e quindi proprio tale posizione di garanzia impone al Sindaco di intervenire a fronte di situazioni di degrado socio-sanitario, e che in difetto si configura a suo carico almeno la fattispecie di cui all’art. 328 c.p.

“Ho pertanto predisposto l’atto di denuncia che la testimone dei fatti depositerà a breve alla competente Autorità Giudiziaria affinchè quei poveri animali vengano messi in salvo nel più breve tempo possibile e le evidenti condotte omissive degli Organi preposti siano severamente punite nelle aule giudiziarie dove ci costituiremo parte civile nell’instaurando procedimento penale – conclude Rizzi.

Commenti