Agenpress – Era l’inizio di novembre 2019, l’incubo del Covid- 19 sembrava ancora lontano, ma in Liguria come nel resto della Italia, vi era già una “emergenza”, ovvero quella delle esche e bocconi avvelenati. Questa piaga sociale era la causa di ventiquattro (24) decessi accertati ed infiniti ferimenti di cani. Prima di noi, per fronteggiare il problema, erano nati dei gruppi di “segnalazione” o addirittura gruppi di “ronde cittadine” per il controllo del territorio. Tuttavia, tutto questo non bastò a fermare quella che era diventata a tutti gli effetti una “pandemia sociale; i casi si moltiplicarono, i decessi e ferimenti erano in aumento, il rischio quasi concreto di emulazione non era ormai più un “vox populi”.

Seppure ingiustificabile sotto ogni profilo – e che preferiamo nascondere la testa sotto la sabbia, è nella cultura della illegalità, nella mancanza di rispetto per la comunità ed i suoi beni, nell’ineducazione civica delle persone – che dobbiamo ricercare il “Killer 0”. Una guerra spietata, quella delle esche e dei bocconi avvelenati, un fenomeno ormai ciclico, che ha trovato come in tutte le guerre, le sue vittime tra gli innocenti, ossia gli animali.

Se consideriamo che l’animale domestico è ormai entrato a tutti gli effetti a far parte del nostro legame affettivo più stretto, possiamo facilmente riconoscere nell’atteggiamento devastante di questi pericolosi assassini una forte analogia di stampo mafioso; “tu fai uno sfregio a me, io colpisco i tuoi cari, i tuoi affetti”.

Ora, come si combatte, quella che io definisco la “mafia delle esche e bocconi avvelenati”?

Il Ministero ha fatto la sua parte “legislativa” emettendo un’ordinanza “sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, ma dobbiamo ammettere che, se da una parte vi sono insufficienti risorse dedite al controllo del territorio, vi è anche l’impossibilità da parte degli addetti di poter operare a titolo preventivo, potendo appunto agire unicamente su segnalazione. Gli stessi nuclei cinofili antiveleno – intervengono nella maggior parte dei cani a fatti avvenuti. Arrivati a questo punto, ci siamo chiesti, cosa potessimo fare noi professionisti del settore cinofilo e la risposta è stata univoca, ossia “prevenzione”.

Il sottoscritto e Virginia Ancona hanno quindi elaborato un progetto di massima, il progetto “IREBA 19”, contenente un protocollo tecnico/pratico che permettesse ai proprietari di cani di apprendere in maniera semplice, le tecniche di “indifferenza e rifiuto alle esche e bocconi avvelenati”. Questo progetto ha visto la sua nascita in Liguria – dove per altro la Regione Liguria mediante Patrocinio Gratuito ai singoli eventi proposti – ha “de facto” riconosciuto l’emergenza e proposto continuità di collaborazione sul tema. Stesso discorso per la Regione Puglia – che in un recente evento, A Sannicandro organizzato al Bauhouse da Mantrailing Puglia oltre al patrocinio ha fatto pervenire una lettera di stima e incoraggiamento a tutte le attività legate al benessere animali.

Questo progetto e protocollo (IREBA19), ha permesso – accertato ad oggi – di salvare la vita ad un Pastore Australiano, senza dimenticare le decine di feedback che ci hanno dimostrato la funzionalità del quotidiano. Per ora sono un centinaio i proprietari che hanno potuto beneficiare del progetto e contiamo di poterlo estendere a macchia d’olio, anche perché nonostante non sia possibile fornire alcun genere di garanzie, già dalla seconda sessione di lavoro, la maggior parte degli animali, si è dimostrato indifferente e in rifiuto nel 75% dei casi.  Le tecniche utilizzate sono molto semplici, si lavora soprattutto – sulle leve del cane, sulle posture e colori vocali personali, che sono alla base dell’addestramento classico. Per la parte del benessere animale, nel progetto, viene garantito un “Corporate” di veterinari e Membri di un’Associazione Animalista (Lida Tigullio).

Concludo dicendo che abbiamo chiesto al Ministro della Salute Italiano ed al Presidente del Parlamento Europeo Ministro David Sassoli – una volta terminata che sarà l’emergenza Covid -19, un incontro per presentare IREBA-19, in particolare per la messa a punto di un protocollo unico nazionale sull’indifferenza e rifiuto alle esche e bocconi avvelenati e di una linea guida nazionale sul tema che andrebbe aggiunta all’ordinanza contingentale del 2013 e alla Legislazione in materia.

Ivan Schmidt

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