Agenpet – Un ex soldato dei Royal Marines Aldo Kane è in missione per svelare i segreti scioccanti del commercio illegale di tigri nel sud-est asiatico e di coloro che ne traggono profitto. L’ultimo documentario di Natural World sulla BBC, dal titolo Tigers: Hunting the Traffickers racconta la faccia oscura della medicina tradizionale cinese.

Cinquantanove minuti di investigazioni e un viaggio molto pericoloso lungo le principali rotte di traffico che collegano Malesia, Cina, Tailandia, Laos e Vietnam dove ci sono le cosiddette ‘fattorie delle tigri’.

Ne avevamo già parlato, il ‘vino di tigre‘ è un prodotto molto gettonato nella medicina tradizionale cinese, perché considerato un elisir afrodisiaco e taumaturgico. Una bottiglietta costa centinaia di dollari. Ma cosa c’è al suo interno? Lo racconta Aldo Kane nel programma: pezzi di ossa frantumati di tigre, lasciati a macerare per anni in un liquore a base di riso. Per ogni chilo di ossa del predatore, si ottengono circa 15 litri di vino, quindi tutto ciò non fa altro che aumentare il bracconaggio che negli ultimi anni, ha avuto un impatto devastante sulla specie, diminuita di oltre il 90 per cento da cent’anni a questa parte.

Il programma rivela appunto cosa succede in queste fattorie, dove le tigri vivono in minuscole gabbie e spesso vengono lasciate morire di fame. Le prove filmate in segreto, sono state date ai componenti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES) nella speranza che ciò comporti un cambiamento.

(Tratto da https://www.greenme.it/)

Nelle gabbie del Xiongshen Tiger and Bear Mountain Village centinaia di tigri sono segregate in condizioni bestiali. Siamo nella città di Guilin, nella Cina Meridionale. In questo terrificante allevamento i maestosi felini sono rinchiusi in piccole gabbie dalle sbarre arrugginite. Le immagini mostrano i corpi scheletrici delle tigri, malnutrite e maltrattate.

E gli animali rinchiusi nell’allevamento lager di Guilin sono destinati proprio a questo.
Il vino di tigre, infatti, in Cina gode di grandissima popolarità. Il processo di produzione​ di questa bevanda alcolica​ può richiedere anche otto anni. Le ossa delle tigri vengono lasciate in infusione in un miscuglio di erbe, che spesso prevede anche l’aggiunta di estratti di serpente. A questa bevanda la tradizione popolare attribuisce proprietà rinvigorenti e afrodisiache. Un vero e proprio elisir, che sul mercato viene venduto anche a 500€ a bottiglia e la cui popolarità ​sarebbe addirittura​ in crescita​, ​tanto che anche gli stati del Laos e del Vietnam parrebbero interessati a entrare in questo business, minando la sopravvivenza di una specie, quella della tigre, già fortemente minacciata.

 

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