Agenpet – Una nuova voce è scesa in campo per sostenere la Riforma del Codice Civile in chiave animalista, una battaglia portata avanti da oltre due anni da Task Force Animalista e supportata da Animalisti Italiani, da Associazione CA.TE.RI.NA e da Parma Etica. È la voce d’eccezione di Edoardo Stoppa.

Il conduttore televisivo, noto per il suo instancabile impegno nella tutela degli animali, è divenuto testimonial dell’ennesimo corteo che l’Associazione ha in programma nelle prossime settimane. Un appuntamento per chiedere che venga riconosciuto il più naturale ed essenziale diritto per gli animali: quello di venire riconosciuti “esseri senzienti” e non più “beni mobili”, come prevede invece l’attuale ordinamento italiano fin dal lontano 1942.

In un video pubblicato sui suoi canali social, Edoardo Stoppa ha lanciato un Save the Date, invitando il grande pubblico del web a partecipare al corteo – il quinto realizzato finora – previsto a Milano per domenica 29 Marzo alle ore 15.00, con partenza da Palazzo di Giustizia (L.go Biagi).

Il modo in cui si regolamenta il benessere degli animali”, spiega lo showman, “è basato su leggi di 78 anni fa. Pensate in 78 anni quanto è cambiato il modo di vedere gli animali, il modo di considerare i loro diritti, il modo di amarli”. Un cambiamento radicale che, come precisa il conduttore, appare in contraddizione con delle leggi così vetuste che vanno perciò cambiate. Edoardo Stoppa invita quindi i tanti utenti della rete a mobilitarsi, parlando della Riforma, partecipando alla manifestazione o semplicemente condividendo il video, così da poter coinvolgere quanta più gente possibile in questa iniziativa basilare per la salvaguardia degli animali.

Per vedere il video del conduttore, è sufficiente cliccare sull’immagine che segue o QUI.

Per confermare la propria adesione al corteo, basta invece visitare l’evento Facebook dedicato e cliccare sul tasto “Parteciperò”.

Il corteo è organizzato da Task Force Animalista e co-organizzato da Animalisti Italiani, da Associazione CA.TE.RI.NA e da Parma Etica, che da sempre si battono al fianco della Task Force.

Cos’è la Task Force Animalista e perché sostenere la sua battaglia

La Task Force Animalista, Associazione Culturale/Politica si batte da due anni per chiedere al legislatore di riformare la disciplina del libro terzo del Codice Civile intitolato “della proprietà” in cui gli animali sono equiparati a “beni mobili”, ad oggetti e non a soggetti quali sono.

I cortei servono ad informare che il nostro Codice Civile è fermo al 1942, a smuovere le coscienze chiedendo una riforma etica al fine di proteggere animali, ambiente e lo stesso essere umano, tutelandone l’ecosistema.

Allevamenti intensivi, causa primaria dell’inquinamento, andrebbero piano piano scomparendo così come la caccia. Gli animali da pelliccia verrebbero liberati e i circhi dovrebbero rinunciare allo sfruttamento e alla detenzione di animali. La ricerca scientifica sarebbe obbligata a sostituire definitivamente la sperimentazione animale (fallimentare) con metodi alternativi.

Per gli animali d’affezione la Task Force richiede inoltre:

  • La soggettività giuridica il che prevederebbe che anche il penale dovrebbe adeguarsi dando pene certe e severe a chi li maltratta o uccide;
  • Spese veterinarie mutuabili;
  • Aggiunta di un codice fiscale, incentivando le adozioni in modo da svuotare canili e gattili.

Tutto ciò che l’Associazione ha fatto fino ad adesso manifestando nelle piazze di Milano e di tutta Italia, grazie anche al supporto di altre realtà impegnate nella salvaguardia degli animali, non è passato inosservato e inascoltato. Ha prodotto degli sviluppi normativi. In Parlamento sono stati presentati diversi Disegni di legge che riguardano la tutela degli animali, come il Disegno di legge S 298 presentato al Senato della Repubblica Italiana e il Disegno di legge AC 847 presentato alla Camera dei Deputati.

Questi Disegni di legge hanno individuato il concetto di “animale familiare”, categoria che comprende l’animale da compagnia tenuto per scopi non alimentari. Inclusi dunque gli animali da cortile quali bovini, equini, caprini, suini, conigli che possono rientrare negli animali da compagnia con una semplice dichiarazione al sindaco della propria città e al servizio veterinario competente del proprio territorio, impegnandosi espressamente a non commercializzarli, a non cederli a titolo oneroso e a non macellarli.

Questo nuovo concetto di animale familiare è il presupposto che vede la modifica del Codice Civile non più solo per il libro terzo, quello della “proprietà”, ma per il libro primo che riguarda le “persone e la famiglia”.  Nel libro primo del Codice Civile è prevista l’introduzione di un titolo nuovo, il 14 bis, con una serie di norme dagli articoli 455 bis a 455 undecies che prevedono il riconoscimento degli animali come esseri senzienti. Viene stabilito, ad esempio, che nel caso di separazione tra coniugi, l’animale sia affidato al coniuge più idoneo a garantire il suo benessere psico-fisico, prescindendo dalla proprietà e quindi, dalla registrazione all’anagrafe canina.

Nel caso di morte del proprietario dell’animale, invece, graverà sugli eredi o sui legatari il dovere di prendersene cura.

È previsto inoltre che l’animale familiare possa accedere in tutti i luoghi pubblici, aperti al pubblico e ai vari mezzi di trasporto senza limitazioni. Sono annunciati inoltre una serie di obblighi. Nel caso in cui venga trovato un animale vagante per strada o ferito, l’obbligo di avvertire le autorità o prestare soccorso. Per gli animali in servizio presso le forze di polizia è previsto che nel momento stesso in cui l’animale cessa il servizio debba essere immediatamente ceduto a chi ne fa richiesta e a chi ne può garantire il benessere.

 

Gli stessi Disegni di legge prevedono anche la modifica dell’art. 54 c.p., che contempla la causa di giustificazione dello stato di necessità, estendendola ai fatti commessi per salvare un animale dal pericolo attuale di morte o di lesione grave, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo e fatta salva la legislazione speciale.

 

Questi ed altri Disegni di legge a tutela degli animali sono attualmente fermi in Parlamento, ormai da troppo tempo rischiando di essere dimenticati. Il dovere di Associazioni, cittadini e media è quello di sollecitare il legislatore affinché si decida ad approvarli riformando il Codice Civile in chiave animalista dopo ben 78 anni.

Gli animali non hanno colore politico. Perciò, l’invito è rivolto a tutti i partiti che possono unirsi approvando questi Disegni di legge e le relative riforme per un nuovo Codice Civile ed etico.

 

 

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