Agenpet – In tempi come questi, quando l’Homo deus regna nell’Antropocene, epoca geologica che lo vede attivo nella distruzione della Terra o Creato che si voglia chiamare, non ci meravigliano, anche se ci inorridiscono,  le esternazioni delle due assessore all’istruzione di Veneto e Lombardia. Certo ci colpisce che siano donne, in quanto nella  natura femminile è radicato per legge biologica il senso di protezione, cura, vigilanza, tutela, soccorso, aiuto……..Non si occupano le donne, in modo peculiare, dei loro bambini, dei loro anziani, dei loro malati…..?

Di solito, ma non in questo caso poichè propongono di insegnare ai bambini e agli adolescenti di uccidere creature viventi e senzienti (art. 13 del Trattato di Lisbona dell’Unione Europea), che vivono la loro vita, fuggono dai pericoli, allevano i loro piccoli, li proteggono…. e ci insegnano l’innocenza, la bellezza e la poesia della Natura, la nostra casa comune.

Poichè per questi assessori, la caccia https://www.gabbievuote.it/caccia-al-cinghiale—relazione.html , ovvero uccidere esseri viventi innocenti è:

  • tradizione (come le lotte dei gladiatori?  i sacrifici umani, la crocefissione, la caccia alle streghe, lo schiavismo, la ghigliottina…….? ) come se tradizione significasse armonia, giustizia, civiltà;
  • cultura (interdisciplinarietà delle materie ovvero collegamento tra botanica, agricoltura, chimica, geografia, cucina e storia) come se per studiare tali discipline occorresse prendere in mano un fucile che, come la sfera di cristallo della stregoneria, ci portasse nel mondo dei premi Nobel;
  • aver molto da raccontare (è vero: come impiccano i cani inefficienti nel bosco, come sventrano femmine di cinghiale gravide con i cuccioli ancora vivi, come accecano un uccello da richiamo chiuso in gabbia per la vita, come………);
  • formazione (ovvero preparare esseri umani a collezionare vittime:  prima i 460 milioni di animali uccisi ad ogni stagione compresi quelli vietati e super protetti,  poi gli oltre cento umani sfortunati che si trovano sulla traiettoria dei loro fucili, infine migliaia di animali domestici, d’affezione, protetti per legge, tra gli oltre 15 milioni che vivono nelle nostre case e che qualche illuminato vorrebbe fossero inseriti nello stato di famiglia.

Forse le assessore dovrebbero anche promuovere l’insegnamento degli altri aspetti, tenuti nascosti, dell’attività venatoria, ovvero che:

  • l’80% dei cacciatori è bracconiere, ossia che usa strumenti che non deve usare, uccide animali che non deve uccidere, in zone e tempi in cui non deve cacciare;
  • i cacciatori diffondono il piombo considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il più pericoloso dei veleni  da eliminare dalle cartucce secondo quanto stabilito dalla conferenza di Quito;
  • basta avere un fucile in mano per accedere tranquillamente nelle proprietà altrui, unici umani autorizzati dall’articolo 842 del Codice Civile e di epoca fascista;
  • nonostante l’art. 12 comma 6 della legge 157/92 reciti che l’animale ucciso “appartiene a colui che l’ha cacciato” si possa impunemente organizzare una filiera alimentare per ristoranti e, bontà loro, per gli affamati;
  • la caccia al cinghiale è una caccia feroce che, oltre ai cinghiali immersi nel sangue, lascia sul terreno una miriade di cani sparsi che difficilmente è possibile recuperare;
  • la volpe in tana, mentre allatta i suoi cuccioli, viene fucilata perchè non possa predare animali che i cacciatori ritengono di loro esclusiva proprietà;
  • le vittime umane della caccia sono meno morte di quelle stradali e quindi non serve attivare per legge il delitto venatorio come fatto per quello stradale;
  • ………

Non sarà perchè in Italia i cacciatori stanno gradualmente scomparendo,  rappresentando ormai meno dell’1 per cento della popolazione (ca. 700.000 uomini e 30.000 donne), che la loro propaganda si accanisce usando quelle parole assurde che le stesse assessore nominano, come:

  • la caccia è arte (ma l’arte non innalza lo spirito mentre la caccia immerge le mani nel sangue…?)
  • la caccia è rispetto per l’ambiente (diffondere piombo e cartucce che sono rifiuto speciale, danneggiare i boschi, ucciderne gli abitanti e distruggere la biodiversità…..è rispetto?;
  • la caccia è amore per la natura (viva o morta ammazzata?)

Proporre di insegnare la caccia a scuola è come proporre di insegnare il bulllismo. Anche il bullismo è interdisciplinare, visto che collega varie materie come l’informatica, la giurisprudenza, la psicologia;  è asimmetrico poichè si instaura in una relazione interpersonale fondata sulla disuguaglianza di forza e potere.

Quindi, osservato dal punto di vista delle oscenità, anche il bullismo è pur sempre un’arte, come la caccia, perchè:

  • si accanisce su creature inermi e indifese;
  • utilizza metodi aggressivi;
  • usa metodi illegali come l’offesa, la calunnia, il maltrattamento.

L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, produttore di armi leggere. L’80% di questa produzione è destinata alla caccia.
Sarà per questo, per il dio denaro, che nonostante  l’80% degli italiani vorrebbe fosse abolita, la caccia viene sostenuta dalle istituzioni?

Ci auguriamo una riflessione ricordandoci che il “cambiamento climatico” ormai accettato da tutti (o quasi), è alle porte e ingloba ogni nostro comportamento, anche il più piccolo.

Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze

info@gabbievuote.itwww.gabbievuote.it

 

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