Agenpet – Nell’Amazzonia boliviana sono morti più di 500 giaguari in due settimane a causa di incendi e deforestazione. Il giaguaro, il più grande mammifero carnivoro del Centro e Sud America, nei secoli scorsi ha rischiato un pericoloso declino a causa della caccia illegale e della distruzione del suo habitat e oggi è ancor più minacciato dalla deforestazione e dagli incendi che negli ultimi mesi hanno colpito l’Amazzonia: ha già perso il 50% del suo habitat a causa della deforestazione messa in atto da imprese che commerciano il legname o per l’allevamento del bestiame e l’agricoltura industriale.

L’impatto degli incendi, poi, si aggiunge a quello del bracconaggio che si intensifica di anno in anno: questo felino infatti è entrato a tutti gli effetti (in sostituzione delle tigri sempre più rare) nel mercato illegale di ossa, pelli, cartilagini e altre parti che alimenta la medicine tradizionale asiatica.

I giaguari occupavano un territorio che andava dal sud-ovest degli Stati Uniti a gran parte del Sud America, fino a raggiungere l’estremo nord dell’Argentina. Ora sono scomparsi praticamente dalla metà del loro areale storico. Si stima che in natura la popolazione di giaguaro conti oggi circa 65mila individui, metà dei quali nel solo Brasile. La maggior parte di questi felini vive nella foresta pluviale amazzonica e nel Pantanal, la più grande zona umida tropicale. Lo ricorda il Wwf in occasione della Giornata Mondiale del Giaguaro che si celebra il 29 novembre.

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