Agenpet – Quel sabato Rocky, un piccolo cane dal pelo color miele del Trevigiano, non avrebbe mai potuto immaginare che la sua vita sarebbe finita per mano di un cacciatore. Una storia di violenza, di inciviltà e onnipotenza.

E’ la mattina del 27 ottobre quando Maria e Massimo aprono il cancello per far entrare degli amici, pochi minuti dopo sentono i guaiti del loro piccolo quattro zampe. Il tempo di precipitarsi fuori e la scena che Maria si trova di fronte è delle più terrificanti: un signore sulla settantina, vestito con gli abiti classici del cacciatore,  colpisce ripetutamente e con veemenza il piccolo Rocky con il calcio del fucile e con poderose pedate. In lacrime, chiede all’uomo di smetterla ma lui la minaccia con l’arma e le intima di entrare in casa. Maria allora chiama i carabinieri e fotografa il cacciatore intento ad accanirsi sul cane. L’uomo poi si allontana seguendo una stradina laterale. La donna riferisce anche ai carabinieri la presenza di testimoni, probabilmente altri cacciatori, che però si sono ben guardati dall’intervenire.

Rocky viene portato immediatamente all’ospedale veterinario più vicino ma il referto è chiaro: ”paziente in stato di choc, tachicardia, vistosa lacerazione di cinque centimetri della cute sulla groppa con abbondante perdita di sangue, enorme tumefazione sul lato destro dell’addome”. In prognosi riservata e posto sotto terapia, il cane avrebbe bisogno di un intervento chirurgico ma bisogna aspettare che le sue condizioni si stabilizzino. Rocky purtroppo non ce la fa e smette di lottare il pomeriggio successivo. L’Enpa di Treviso, contattata dalla famiglia, si è resa subito disponibile nel prestare tutto il necessario supporto legale e ha dichiarato che ”farà di tutto per evitare che questo animalicida concluda con il solito patteggiamento ma finisca a processo davanti a un giudice”. 

Un evento di tale ferocia ed efferatezza – dichiara l’Enpa di Treviso in una nota – deve essere punito con il massimo della pena e con una condanna esemplare che serva da monito nei confronti di tutti quei malintenzionati che sfogano le loro ire e frustrazioni su poveri animali indifesi. L’associazione si costituirà parte civile. Sono ormai troppi i fatti di cronaca che vedono coinvolti animali, specie cani e gatti, violenze di ogni tipo, dati alle fiamme, bastonati, sparati, avvelenati e altro. Basta, fermiamoli, la legge c’è e chiediamo con forza che venga applicata al massimo della pena”.

Naturalmente – fa sapere l’Enpa di Treviso – “il cacciatore è stato subito denunciato e, dalle foto provvidenzialmente scattate, pare che sia stato pure identificato.” Il reato contestato è di maltrattamento (Art. 544 ter c.p.(*)) ma, poiché quando è stata presentata Rocky era ancora in vita, ora si aggiungerà al reato precedente l’aggravante dell’uccisione dell’animale. La pena prevista per il reato di maltrattamento è la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro mentre, se da tale azione ne deriva la morte dell’animale la pena è aumentata della metà.

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