Agenpet – All’indomani del grande successo della manifestazione di Torino che ha riunito centinaia di cittadini, ricercatori e animalisti da tutta Italia, insieme per protestare contro la sperimentazione sui primati autorizzata a Torino per il progetto light-up,  è stata presentata un’interrogazione a risposta scritta alla Commissione di Bruxelles, depositata dall’On. Fulvio Martusciello (FI-Partito Popolare Europeo) membro della Commissione sanità e consumatori del Parlamento Europeo, sulle autorizzazioni alla sperimentazione su primati non umani. 

Un passo importante che vuole denunciare la contraddizione tra una direttiva europea che vede prioritari i modelli di ricerca senza animali e un’Unione che finanzia milionari progetti su cavie, addirittura prima che gli Stati li abbiamo valutati e autorizzati.

In particolare, l’interrogazione verte sull’utilizzo di scimmie, specie vietate secondo la legge e autorizzabili solo in caso di deroghe speciali. L’esperimento, soprattutto se condotto su primati, deve essere autorizzato dallo Stato in cui verrà svolto e in seguito all’analisi, non solo del Ministero della Salute, ma anche del Consiglio superiore di Sanità.

Lascia, quindi, perplessi come il progetto autorizzato all’Università di Torino “LIGHTUP – Turning the cortically blind brain to see” oggetto della nostra campagna #civediamoliberiabbia ricevuto un cospicuo finanziamento europeo addirittura prima che venisse autorizzato in Italia dall’ente competente.

Oltretutto, tale progetto ha ricevuto 2 milioni di euro sotto il programma Horizon 2020; un bando che, però, prevede finanziamenti che intendono operare per lo sviluppo di metodi di ricerca scientifici ed etici sposando il focus dei test da “animal relevant” a “human relevant“, principio totalmente inascoltato nella parte del progetto che prevede il ricorso a macachi per test invasivi senza alcuna certa applicazione sull’uomo, anzi queste sperimentazioni sono già note e ripetute da oltre 30 anni.

Dobbiamo pretendere dall’Europa che ciò che è previsto dalla legge diventi realtà e non resti solo una buona intenzione: non è possibile sostenere un sistema che finanzia prima di avere effettuato tutti i controlli e avere le relative autorizzazioni. L’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti ha annunciato l’intenzione di ridurre al 30%, entro il 2025, i finanziamenti alla ricerca sugli animali, per poi abolirli del tutto entro il 2035. E l’Europa? Se vuole restare una potenza nel settore della ricerca, l’Unione deve investire in modelli sperimentali sostitutivi agli animali e guardare avanti, invece di farlo solo a parole e restare ancorata economicamente e culturalmente alla vivisezione come nella scienza del secolo scorso.

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