Agenpet – Dopo la morte atroce del cavallo Nerone nel maneggio Corte dei Vescovi a Manduria (Taranto), la battaglia legale di IHP per far sequestrare gli altri animali presenti è finalmente vinta: la Procura di Taranto ha infatti disposto il sequestro penale della struttura e dei 3 cavalli e 2 pony che sono stati affidati in custodia giudiziaria all’associazione.

Il risultato è arrivato dopo settimane di azioni legali ed è dovuto alla caparbietà di IHP, che non ma mai mollato un centimetro, e soprattutto alla professionalità dell’Avvocato Franco Di Lauro che sta seguendo da vicino il caso.

Decisivo è stato l’intervento della Polizia di Stato che ha rotto gli indugi: il 4 ottobre gli agenti, coordinati dal Commissario Conte, hanno effettuato un sopralluogo facendo finalmente visitare gli animali (gli stessi che per l’Asl erano in buone condizioni) da un veterinario nominato ad hoc. Ecco ciò che ha rilevato: due cavalli emaciati e disidratati, uno con ferite al petto e all’orecchio infette e fistolizzate poiché mai curate, un pony molto magro e un altro con zoccoli cresciuti in maniera abnorme. Condizioni che certificavano quanto IHP diceva da settimane, inascoltata anche dal Ministero della Salute.

C’è però ancora un tassello, non piccolo, da completare: il PM ha disposto che gli animali rimangano nel maneggio e che IHP se ne occupi inviando lì persone appositamente incaricate: una situazione insostenibile e che non garantirebbe la sicurezza degli animali in alcun modo, visto che l’associazione non può garantire una presenza 24 ore su 24 in un luogo privato che peraltro proprio IHP aveva denunciato essere non idoneo e che la stessa Asl, nel suo verbale del 17 settembre aveva testualmente dichiarato essere “in pessime condizioni igienico-sanitarie, con abbeveratoi mal o non funzionanti, locali per la conservazione di mangimi e foraggi in pessime condizioni, illuminazione insufficiente, letami e liquami sparsi ovunque, concimaia sommersa da un enorme accumulo di letame, rifiuti ovunque di ogni genere, anche combusti, corpi vulneranti, corpi strangolanti, corpi soffocanti e recinti esterni divelti o inesistenti”.

IHP ha accettato responsabilmente la custodia ma ha subito inviato una nota al magistrato chiedendo di esser autorizzata a spostare gli animali in un luogo sicuro in provincia di Bari. Infatti, sebbene da sabato mattina (il sequestro è stato fatto nella tarda serata di venerdì) l’associazione stia inviando un proprio incaricato, la situazione è paradossale e rischiosa. Anche perché a tutto il disagio facilmente intuibile si aggiunge la presenza di un individuo, forse dipendente del proprietario, che ha un atteggiamento ostile e provocatorio verso chi si reca ad accudire gli animali.

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