Agenpet – Siamo abituati a considerare le mutilazioni come una conseguenza di fatti terribili come guerre e malattie, ma negli allevamenti questi eventi tragici avvengono tutti i giorni in modo continuo e standardizzato. Ciò avviene per ottimizzare la produzione e limitare i problemi di sovraffollamento e stress, entrambi conseguenze dell’allevamento intensivo. Le mutilazioni riguardano galline, mucche e maiali e per ognuno di loro è previsto il taglio di una diversa parte del corpo in tenera età.

Il becco di una gallina è un organo per esplorare e prendersi cura del piumaggio oltre a essere fondamentale per nutrirsi. Nonostante questo, il primo giorno di vita i pulcini destinati a diventare galline ovaiole ne vengono sistematicamente mutilati.

gallina ovaiola

📷 Nell’immagine la mutilazione ha portato la gallina ad avere la parte superiore del becco più corta di quella inferiore. © Essere Animali

L’operazione avviene tramite una lama incandescente che cauterizza la ferita. Questa procedura ha gravi conseguenze: il becco è ricco di terminazioni nervose e la sua amputazione genera un dolore intenso ai nuovi nati. La ragione per cui si effettua il taglio del becco è di limitare i danni generati dal vivere negli allevamenti. Il debeccaggio dovrebbe infatti rendere meno violento il continuo e reciproco beccarsi e strapparsi le piume, comportamenti derivati della condizione di stress a cui sono sottoposte le galline ovaiole.

Corna

Le mucche sono di indole mansueta ma, per via della mole, un loro movimento non previsto può essere pericoloso sia per un operatore che per le stesse compagne, soprattutto considerato lo spazio ristretto in cui sono costrette. Per ridurre gli inconvenienti, anche in questo caso conseguenze dirette del modo in cui sono tenuti gli animali negli allevamenti intensivi, la decornazione dei vitelli è una pratica assolutamente comune.

In questo caso non si tratta di una mutilazione ma, anche se alleviata (in alcuni casi) attraverso l’uso di anestetici, l’operazione è ugualmente dolorosa per il vitello sia durante l’esecuzione che nei giorni successivi. In Italia i metodi più usati sono due.

La cauterizzazione si effettua con un dispositivo che, reso incandescente, viene posto su ciascuna gemma cornuale inibendo la crescita delle corna.

La causticazione prevede invece l’impiego di materiali caustici. La procedura, oltre a essere dolorosa, presenta dei rischi: una quantità ridotta può provocare una crescita deviata delle corna, mentre un’applicazione eccessiva può causare danni alla testa e agli occhi.

Coda e testicoli

Nel caso dei maiali le mutilazioni sono due.

La prima è per ragioni di mercato: il 93% dei maialini subisce la castrazione chirurgica per eliminare un cattivo aroma nelle carni.

La seconda viene applicata ancora una volta per limitare un effetto collaterale implicito nel far vivere un’enorme quantità di animali in uno spazio ristretto e privo di stimoli: il cannibalismo. L’amputazione della codaeffettuata sul 98/100% dei maiali degli allevamenti intensivi, si mette in atto per evitare che i maiali se la mordano e se la strappino a vicenda per lo stress derivato dalla loro condizione di vita.

Entrambe le mutilazioni sono molto dolorose e, per quanto riguarda il taglio sistematico della coda, persino illegali. Nel 97% dei casi avvengono senza anestesia e senza anelgesia.

 

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