Agenpet –  L’emergenza clima è un disastro annunciato, negare l’evidenza o non adottare subito i provvedimenti necessari a ogni livello – individuale e collettivo – sarebbe
semplicemente un suicidio: è il commento severo ma realista della LAV  in
questa settimana internazionale di mobilitazione per il clima e il Summit ONU.

È ormai chiaro a tutti come sia indispensabile modificare le scelte alimentari, con un
deciso cambio di rotta verso l’allontanamento da fonti proteiche che distruggono il
Pianeta e ne stanno ipotecando seriamente il futuro.

Le proporzioni di questa emergenza sono studiate e segnalate da tempo, e da più di
10 anni dalla LAV con campagne specifiche e attraverso il sito dedicato
www.cambiamenu.it:
Per ottenere 100 grammi di proteine ricavate da carne bovina vengono emessi fino a
105 kg di CO2eq e utilizzano 370 mq di terreno.

Per raggiungere lo stesso ammontare proteico ma con i legumi (altre proteine vegetali a basso impatto) si producono solo 0,3 kg di CO2 eq (comprensivi del ciclo di lavorazione, imballaggio e trasporto) e si utilizza solo 1 mq di terreno, spiega uno studio dell’università di Oxford.
Allevamenti, acquacultura, uova e latticini impiegano l’83% delle terre coltivate del
mondo, ma forniscono solo il 37% delle proteine e il 18% delle calorie.

Gli ultimi rapporti IPPC citano la riduzione del consumo di cibi di origine animale come
soluzione da mettere in atto subito e anche la campagna “Act Now” dell’ONU spinge
in questo senso, mettendo la scelta a tavola tra i punti fondamentali contro i
cambiamenti del clima. Nel corso di una recente intervista, Guterres ha spiegato come
faccia conto sulla pressione dell’opinione pubblica per spingere i governi a compiere
azioni più decise contro quella che esplicitamente chiama “emergenza climatica” e a
correre più veloci, perché “stiamo perdendo la gara”.

Per bloccare efficacemente la tendenza all’aumento della richiesta di carne da parte di
Paesi di nuovo benessere (dati Cina: nel 2026, un cittadino cinese medio consumerà 55 chilogrammi di carne all’anno, con un aumento del 10% rispetto al 2017.

1)Stop ai sussidi pubblici alla zootecnia

In questo senso chiediamo al Ministro Costa di prevedere nel “Decreto Legge sui per il
contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”, (articolo 6
«riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD)» un taglio a incentivi,
agevolazioni, finanziamenti agevolati esenzioni da tributi che favoriscono la zootecnia.
Al contrario l’inserimento della riqualificazione in direzione di alimenti vegetali proteici
come meritevoli di Sussidio Ambientalmente Favorevole (SAF).

2)Misure di forte vantaggio fiscale per le proteine vegetali rispetto a quelle animali
La tassa sui prodotti inquinanti deve includere anche una tassazione sulla carne (del
genere “tassa sui vizi”) e, al contrario, gli alimenti “virtuosi” e di impatto ecologico
contenuto, non devono essere disincentivati, ma ne deve essere favorito e promosso il
consumo.
3)Policy per gli appalti della ristorazione in favore di alimenti di origine vegetale
Gli aspetti di Green Public Procurement(GPP) – Acquisti verdi della Pubblica
amministrazione – devono comprendere anche elementi di Veg Public Procurement,
in modo da incentivare anche in situazioni di ristorazione collettiva l’introduzione di
piani alimentari meno inquinanti.

4) Includere le emissioni del settore zootecnico nei target di riduzione di emissioni di
gas serra
Cominciare a contare anche queste emissioni è indispensabile.

 

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