Agenpet – Cani maltrattati e tenuti in pessime condizioni, un continuo latrare che si sente in tutto il vicinato e pochi inefficaci interventi. Questo è quanto accade ormai da anni a Sant’Agnello. Qui un’ex maestra d’asilo, già ricoverata in passato per disturbi mentali, continua a picchiare i suoi animali domestici e li costringe a vivere in condizioni allarmanti, circondati dalle loro feci.

L’ultima denuncia era partita appena qualche giorno fa dal gruppo Facebook “Miglioriamo Sant’Agnello”. Nel video pubblicato sul gruppo si vede la casa in cui vive la donna, da cui provengono guaiti a non finire. “Molti cittadini ci stanno segnalando un’incresciosa situazione di maltrattamenti nei confronti di decine di cani rinchiusi in questa casa”, si legge nella descrizione del video.

E in effetti le segnalazioni devono essere state parecchie, considerando che questa vicenda raccapricciante va avanti ormai da otto anni. La resposabile dei maltrattamenti tiene con sé circa 20 cani, gli ultimi arrivati sono cuccioli. Gli animali sono rinchiusi giorno e notte al buio, e vivono tra le loro feci perché non gli è concessa neanche una minima passeggiata.

Otto anni fa erano stati presi provvedimenti seri, ma appena dissequestrato l’appartamento, i vicini si sono ritrovati di fronte lo stesso inquietante spettacolo. Tutto ciò comporta naturalmente stress e sonno disturbato, ma configura anche un reato che richiede un intervento tempestivo delle autorità.

Una donna di nome Annarita Lucrezia Costa ha preso parte attiva alla vicenda e ha pubblicato un video sul suo profilo Facebook. “Tutto ciò accade a Sant’Agnello dove vive una pazza con tanto di tso che maltratta gli animali.. li taglia li ricuce li gettaTante volte hanno tentato di toglierle queste povere bestie ma lei ne trova altri e li sevizia. Questo è il temine”.

I cani maltrattati, da quanto sappiamo, sono anche regolarmente muniti di microchip, forse da parte dei parenti della padrona. Le denunce sui social ad ogni modo stanno funzionando, e lo scorso weekend si è assistito a un vero e proprio assedio delle forze dell’ordine e delle associazioni ambientaliste davanti alla casa della donna.

Per il resto aspettiamo di visionare i verbali dell asl per capire l’aspetto sanitario“, scrive Annarita sul suo profilo. La donna coglie l’occasione per invitare gli utenti di Facebook a unirsi a un gruppo privato, e a firmare le petizioni per richiedere un pronto intervento delle autorità. “Non dobbiamo mollare, questa è una vergogna“.

Tratto da https://www.vesuviolive.it (Da Martina Di Fraia)

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