Agenpet – In questi giorni  il clima a Milano sembra essere tornato a quello della  Milano da Bere degli anni ottanta,  tutto questo è reso possibile dalla settimana della moda, che tra mille luci e colori movimenta Milano con un altissimo giro di affari, che però ricorda il centro studi AIDAA-ITALIAMBIENTE in parte (per fortuna sempre più piccola) è fatto sulla pelle degli animali, milioni di animali uccisi in modo crudele, per non dire di peggio.

Andiamo dai circa 200.000 visoni uccisi nelle camere a gas per permettere la realizzazione di pellicce ma anche di accessori, ultimo dei quali in ordine di tempo le ciglia estensibili di visone, fino alle migliaia di coccodrillini sgozzati vivi dopo poche settimane di vita per permettere la realizzazione diguanti, borsette,  cinture, portafogli e scarpe costosissime e che spesso vengono promosse anche dalle maggiori influencer italiane a partire dalla signora Chiara Ferragni o da altre come Giulia De Lellis, solo per citarne due delle più conosciute, ai quali dobbiamo aggiungere i capi e le borsette in pelle siano esse di vitello o di coccodrillo, quello che cambia è il prezzo ma non certo la sofferenza degli animali uccisi.

Un giro di affari di molti milioni di euro fatti in parte sul sangue e sulla sofferenza di milioni di animali.

Ma esiste anche un’altra moda che non si vede sulle passarelle, ma troviamo spesso sulle bancarelle dei mercati, che è quella degl iinserti fatti col pelo dei cani e dei gatti massacrati la cui pelle viene acconciata prevalentemente nei paesi dell’est Asia e che poi arriva in Italia sottoforma appunto di capi di abbigliamento ed accessori venduti a poco prezzo sui banconi dei mercati.

Si calcola che questo sottomercato della moda sia composto ogni anno da oltre 5 milioni di capi e che complessivamente il suo valore si aggiri attorno ai 200 milioni di euro.

 

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