Agenpet – E’ oramai evidente che Fugatti vuole a tutti i costi vedere morto quell’orso, oramai è una questione di principio per il presidente della provincia di Trento, lo stesso che qualche anno fà chiedeva le dimissioni del suo predecessore per la morte di Daniza.

Fugatti con la fuga dell’orso ha esposto se stesso, il suo partito e la provincia di Trento di fronte ad una figuraccia senza precedenti a livello internazionale, e più passano i giorni, più aumenta il rischio di vedersi sfuggire Papillon dalle mani e dalle punte dei fucili  ed parallelamente aumentano le proporzioni della figuraccia a cui Fugatti espone se stesso e tutto quello che ruota attorno alla sua figura compresi i territori  cui è chiamato a governare che vedono incombere sempre il rischio di una riduzione del turismo se dovesse davvero partire il boicottaggio internazionale paventato da diverse associazioni internazionali di protezione degli animali e dell’ambiente, e quest’ultimo sarebbe un vero guaio per molti, sicuramente comunque un guaio maggiore rispetto ai pochi danni causati dall’orso M49 Papillon.

“Fugatti è chiaramente in preda a isterismo istituzionale- sostiene il presidente AIDAA Lorenzo Croce- e la sua con l’orso è diventata quasi una sfida all’ok corral, anche se ogni giorno aumentano le possibilità che a uscirne con le ossa rotte sia Fugatti e non il suo avversario peloso, adesso arriva questa nuova ordinanza- conclude Croce- ma visto il precedente della cena a base di carne d’orso di cui è stato promotore lo stesso Fugatti qualche anno fa, iniziamo a pensare che in realtà il presidente non voglia catturare l’orso ma farlo ammazzare per poi sottobanco farsi dare un po di carne della vittima e mangiarsela come in un barbaro rituale”. Siamo proprio certi che non sia cosi?

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