Agenpet – C’è un’altra buona ragione per lasciar perdere l’inseguimento dell’orso fuggitivo in Trentino, aldilà di quelle etiche e scientifiche che LAV sostiene da anni.

Dopo il tentativo di cattura, a M49 è stato inspiegabilmente tolto il radiocollare che ne consentiva l’identificazione, è quindi senza radiomarcaggio, ma la Provincia di Trento ritiene di averlo individuato, almeno fino a ieri mattina, attraverso le foto-trappole.

La stessa Provincia, tuttavia, appena qualche mese fa, nel suo “Rapporto tecnico sulle situazioni problematiche determinate dall’orso denominato M49”, affermava che l’orso“non presentava segni distintivi certi prima del radiomarcaggio”: lo abbiamo fatto notare, diffondendo la pagina del Rapporto del Servizio Foreste e Fauna del Presidente Fugatti.

L’orso M49, quindi, senza il radiocollare  che gli è stato tolto dai funzionari al momento dello cattura tre notti fa, non presenta segni distintivi certi, come confermato dal report della Provincia che è alla base dell’ordinanza di cattura del 1 luglio. Come faranno, allora, a distinguere lui dagli altri orsi?

Visto che non tutti gli orsi in Provincia di Trento sono radiocollarati è ragionevole pensare che sia altissima la probabilità che si catturi, o addirittura si uccida, sprofondando nella violazione del Codice penale, un altro orso diverso da M49…

Un errore annunciato, che finirebbe col moltiplicare le vittime e la violenza esercitata su animali tutti innocenti.

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