Agenpet –  Proseguono le ricerche da parte dei forestali dell’orso M49, fuggito dal Centro Casteller di Trento dopo la cattura avvenuta in val Rendena. Una nuova fotografia scattata da una fototrappola e diffusa dalla Provincia testimonia la presenza del plantigrado sulle pendici del gruppo della Marzola, a pochi chilometri dal capoluogo. L’ultimo scatto risale alle 22.54 della scorsa notte in un’area non molto distante da quella dove è stata rilevata la sua presenza ieri mattina.

Il Ministero dell’Interno ha oggi lanciato una campagna per raccogliere segnalazioni di maltrattamenti sugli animali. Così abbiamo subito scritto all’e-mail indicata SOSanimali.viminale@interno.it chiedendo al Ministro Salvini un intervento per salvare l’orso M49, perseguitato da un ordine di uccisione del Presidente del Trentino Maurizio Fugatti.

“Grazie per la sua iniziativa che giustamente, leggiamo, non è circoscritta a cani e gatti – abbiamo scritto nella nostra e-mail a Salvini – non mancheremo di portare alla sua attenzione le decine di casi di cui ci occupiamo tutti i giorni in tutta Italia, quello che subito va fatto è però un atto di clemenza nei confronti del plantigrado responsabile di nulla se non di fare ciò che la sua natura gli impone, l’orso, responsabile di alcun atto lesivo nei confronti di esseri umani che è stato condannato a morte da un’Ordinanza del suo compagno di partito Fugatti. Che non esista un pericolo per la popolazione è provato dal fatto che la Provincia non ha comunicato in alcuna maniera a trentini e turisti il presunto pericolo che starebbero correndo, nessun avviso è stato diffusione i luoghi di fuga di M49 né si trova alcun cenno sui canali facebook e twitter della Provincia. M49 è stato maltrattato catturandolo e ora braccandolo nelle vallate trentine: lei come tutore dell’ordine pubblico a livello nazionale avrà sicuramente capito che una Provincia che cattura maldestramente un animale, se lo fa scappare avendogli tolto addirittura il radiocollare, è incapace a gestire queste situazioni ed è giusto che quindi lo Stato prenda in mano la situazione attraverso il Ministero competente, quello dell’Ambiente”.

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