Agenpet – Nonostante le sentenze di condanna per comportamenti di questo genere, continuano a verificarsi casi di animali lasciati in automobile con alte temperature. LNDC (Lega nazionale per la difesa del cane) ricorda che, in base al Codice della Strada, si può circolare con più di un animale solo se custoditi in apposita gabbia o trasportino o nel vano posteriore dell’auto con una rete divisoria. Se invece si viaggia con un solo animale, si può fare a meno del trasportino ma bisogna assicurare che non sia di intralcio alla guida. Si ricorda poi che lasciare l’animale in auto, con le temperature estive, anche se il finestrino è leggermente aperto, costituisce un reato penale, perché si rischia la morte dell’animale. LNDC ricorda in particolare due sentenze della Cassazione: n. 14250/14, con cui la suprema Corte ha confermato la condanna – ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale – ai proprietari di un beagle lasciato in auto sotto il sole per ore con un finestrino leggermente aperto; sentenza n. 175/2008, che ha confermato la condanna al proprietario di un cane lasciato chiuso nell’automobile parcheggiata la sole con temperature oltre i 30 gradi. “In entrambi i casi, gli animali sono stati salvati in tempo ma ciò non ha evitato ai proprietari la giusta condanna perché la sofferenza inflitta era stata comunque eccessiva” spiega LNDC.

Come dobbiamo comportarci quindi se vediamo un animale chiuso in auto d’estate? “La prima cosa da fare è sicuramente contattare i Carabinieri o la Polizia Municipale che, per legge, sono tenuti a intervenire in casi come questo. Non bisogna farsi scoraggiare da eventuali rifiuti, ma insistere e pretendere un intervento immediato ricordando loro che l’omissione di atti d’ufficio è un reato – si legge in una nota della associazione animalista -. Possiamo rompere il finestrino e trarre in salvo l’animale? Questa è una cosa da prendere in considerazione come estremo rimedio se vediamo che l’animale è molto sofferente e le forze dell’ordine tardano ad arrivare, perché comunque ci espone al rischio di dover risarcire il proprietario dell’automobile. Tuttavia, in caso di richiesta di indennizzo da parte del proprietario, è possibile invocare lo stato di necessità anche alla luce della suddetta giurisprudenza recente a tutela degli animali”.

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