Agenpet – I cavalli delle carrozze in giro nelle città dovranno affrontare un’altra estate rovente. Dal testo unico di modifiche al Codice della strada è infatti sparito l’emendamento, atteso dalle associazioni animaliste, che doveva vietare le “botticelle” romane, le “carrozzelle” di Palermo e i “fiaccherai” di Firenze. Il nuovo testo prevede solo che i sindaci “possano” dire di no all’uso di animali.

E’ sparita, infatti, l’attesa abrogazione dell’articolo 70, quello che regola il “servizio di piazza con veicoli a trazione animale o slitte”. Risale al 23 marzo 2018 la proposta di legge firmata dalla Brambilla (Forza Italia) che ne chiedeva l’abolizione secca. I relatori Diego De Lorenzis (M5s) e Giuseppe Donina (Lega) hanno suggerito, dopo aver ascoltato molte proteste, di presentare emendamenti. A quel punto la Brambilla ne ha formulato un altro, cofirmato da Federica Zanella, e così ha fatto con testo analogo Patrizia Prestipino (Pd).

Come riferito da Il Corriere della Sera, entro metà settimana la commissione Trasporti della camera dovrebbe discutere il nuovo testo di modifiche al Codice della strada: ma molti parlano già di slittamento per i forti contrasti tra gli esponenti politici.

Il caso più emblematico è quello di Roma.  L’attuale sindaco, Virginia Raggi (M5s), in campagna elettorale annunciò di voler spendersi per l’abolizione delle carrozze a cavalli nelle vie del centro. Ma a tutt’oggi nella Capitale non ci sono regole certe: risale al settembre 2018 l’approvazione di un regolamento che prevede l’uso delle “botticelle” solo nel parchi e nelle ville storiche, il blocco con una temperatura superiore ai 30 gradi, la possibilità per i vetturini di riconvertire la licenza in quella per un taxi automobilistico. Ma da quel momento è tutto fermo.

Il testo Brambilla-Zanella prevede oneri per lo Stato per la cura dei cavalli dismessi, quindi non si può votare. La contromossa delle due esponenti di Forza Italia è quella di affidare i cavalli alle associazioni animaliste a costo zero. Ma la Lega non ci sta e vuole tutelare le slitte con i cani, antica tradizione del Trentino. Obiezione accettata e sottoscritta pur di abolire le “botticelle”.

 Ma alla fine della settimana ecco la sorpresa: nel testo finale appare una formulazione completamente nuova, non concordata con le due esponenti di Forza Italia. “I Comuni, con deliberazione congiunta, possono vietare il servizio di piazza a trazione animale o con slitte di cui all’articolo 70 a tutela della sicurezza degli utenti della strada ovvero per salvaguardia della salute degli animali… I Comuni possono prevedere la conversione delle licenze già rilasciate in licenze per carrozze a trazione elettrica, licenze taxi, licenze di servizio noleggio…”. Dunque niente abolizioni, niente regolamenti, orari e difese dal solleone che ha ucciso tanti di questi animali.

 Brambilla e Zanella hanno rifiutato il testo e non lo voteranno. Quel “possono vietare” (che non rappresenta un divieto) ha fatto insorgere le associazioni animaliste che ricordano i cavalli uccisi dalla fatica e dall’afa a Roma, Palermo, Firenze e in molte altre città.

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