Agenpet – Sono molte le aziende che comprendono come quello dei prodotti a base vegetale possa essere un buon investimento, aprendo marchi paralleli per inserirsi in questo mercato. Ma la notizia davvero interessante è scoprire che alcune stanno addirittura riconvertendo la loro intera filiera e abbandonando carne e prodotti animali!

D’altronde è uscito pochi giorni fa un report diffuso dal The Guardian in cui si stima che nel 2040 il 60% della carne consumata non proverrà più dall’uccisione degli animali, ma sostituita da prodotti a base vegetale che ne imitano le caratteristiche fisiche o da carne realizzata con produzione cellulare.

L’azienda olandese Bobeldijk Food Group, non si è sempre chiamata così. Questo marchio infatti fino al 2015 era registrato come Bobeldijk Meat Company. Delle linee di prodotti vegetariani sono state aggiunte solamente intorno al 2008, ma la compagnia ha idee molto chiare sul proprio futuro.

« Tra vent’anni non ci sarà abbastanza carne da sfamare tutti. Quindi avremo bisogno di qualcos’altro. Una delle alternative è ottenere proteine dalle fonti vegetali invece che dalla carne. Per far sì che ciò accada, vogliamo concentrarci totalmente sulla produzione a base vegetale. Questo può sembrare un po’ strano per un’azienda che è nata a Deventer come macelleria. »

Così afferma Remko Vogelenzang, CEO di Bobeldijk Food Group. Il gruppo sta investendo anche i ricavati dei prodotti di carne nello sviluppo di Vegafit, la loro linea vegan. Lo stesso Vogelenzang afferma inoltre che la linea di prodotti meat free sarà in grado di autofinanziarsi entro la fine di quest’anno. Questa sarà il futuro unico dell’azienda.

Un altro esempio del processo di riconversione produttiva viene sempre dei paesi bassi: si tratta della compagnia che da Enkco Food Group si è trasformata in Vivera Food Group. Nata quasi sessant’anni fa dalla cooperazione di dieci macellai, il suo unico obiettivo è stato per decenni quello di vendere salsicce.

Nel 2003, con l’acquisizione di Vivera, un brand vegan, inizia l’apertura di Enkco ai prodotti a base vegetale. Negli ultimi anni i prodotti vegetariani e vegani sono arrivati a generare più di metà dei profitti. Il passo finale è stato fatto pochi giorni fa: il marchio Enkco è stato venduto e ora l’azienda può concentrarsi esclusivamente sui prodotti senza carne.

In Italia il fenomeno lo si vede soprattutto in aziende che stanno creando linee di alternative vegetali al latte, oppure burger e altri prodotti vegani. Gli investimenti sono ingenti, le vendite in crescita. Chissà che un giorno qualcuna tra queste non possa fare lo stesso passo che tanto desideriamo e passare completamente al veg?

A questo processo si aggiunge lo stimolo sul mercato di aziende ormai famose in tutto il mondo come Beyond MeatImpossible Foods e Just Foods, attività nate direttamente con lo scopo di creare prodotti che sostituiscano i prodotti animali ricreandone sapore, aspetto e consistenza.

La chiave non è la contrapposizione, ma l’inclusione

Siamo abituati a vedere i grossi marchi e le lobby della carne lottare contro qualsiasi campagna di sensibilizzazione per la riduzione dei prodotti di origine animali o spingere affinché si impedisca di utilizzare  termini come “burger”, “hot dog”, “latte” per prodotti vegetali.

Ma la chiave del cambiamento è invece far comprendere che la riduzione della produzione di carne, non vuol dire fallimento, anzi può essere un nuovo slancio. E soprattutto un modo per non frenare il futuro ma esserne parte. (essereanimali.org)

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