Agenpet – La squadra investigativa LAV è tornata negli allevamenti di suini per un’esclusiva inchiesta della trasmissione REPORT, andata in onda ieri sera su Raitre (VIDEO: https://bit.ly/2WVclYx).

Il lavoro, realizzato dai giornalisti Emanuele Bellano e Greta Orsi, fa luce sulla realtà del sistema produttivo alla base di alcune delle maggiori DOP del prosciutto italiano e documenta condizioni di allevamento che poco hanno a che fare con il concetto di “eccellenza”:animali ammassati, feriti, malati, comportamenti di cannibalismo da stress e agonie di individui lasciati a sé stessi, dolorose mutilazioni. Oltre a numerose violazioni dei disciplinari dei Consorzi, mancanza di trasparenza nei meccanismi di controllo delle DOP, frodi legate alle tipologie di suini utilizzati e altro ancora.

Ne risulta un quadro tutt’altro che rassicurante per il consumatore e – ancor più grave – un sistema produttivo basato su diffuse violazioni dei diritti animali, pratiche dolorose e inaccettabili, come la castrazione chirurgica dei suinetti, condotta in modo routinario, persino oltre l’età consentita per legge, e troppo spesso tollerate e giustificate dal settore della veterinaria pubblica.

“Siamo di fronte a una delle più grandi mistificazioni nei confronti dei consumatori – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente LAV alle telecamere di REPORT, e aggiunge – in queste produzioni sono state violate leggi e disciplinari, inoltre, fatto gravissimo, a differenza di quanto il consumatore si aspetterebbe, il concetto di “eccellenza alimentare” risulta completamente sganciato da una particolare attenzione sulle modalità di allevamento degli animali. Lo vediamo chiaramente dalle immagini, che confermano come alla totalità dei suini filmati sia stato praticato il taglio della coda, cosa assolutamente vietata per legge”.

Anche per questo, il sistema di controlli italiano è stato recentemente messo sotto accusa dagli ispettori veterinari di Bruxelles: nel 2017 un audit della Commissione europea ha rivelato che il settore suinicolo italiano opera perlopiù nell’illegalità, infatti, il 98% dei suini allevati in Italia subisce la mutilazione sistematica della coda. Un fatto a cui il Ministero della Salute sta tentando di porre rimedio con un piano di rientro, allo scopo di evitare la procedura di infrazione.

Alla luce di questi fatti viene da chiedersi come possa il Ministro Centinaio, intervistato da Emanuele Bellano nell’inchiesta andata in onda ieri, definirsi “oroglioso” del sistema di controlli delle DOP italiane.

“Sono dichiarazioni che ci lasciano sconcertati, al pari di quelle rilasciate a inizio febbraio dal Ministro della Salute Grillo, responsabile dei controlli sanitari negli allevamenti, che in occasione di una nostra analoga investigazione aveva definito raccapriccianti le immagini filmate e dichiarato:  ci dedicheremo agli allevamenti animali, sia dal punto di vista etico che igienico –afferma Bennati e aggiunge – sono passati quasi quattro mesi da allora e questa nuova inchiesta ripropone la medesima situazione, per di più in una nicchia considerata di “eccellenza”. Non vorremmo annoverare il Ministro Grillo tra i tanti suoi predecessori che non hanno dato seguito agli impegni presi con i cittadini. Al Ministro avevamo persino presentato una proposta immediatamente attuabile, basata su tre linee di azione per cambiamenti concreti, (https://www.lav.it/news/ suini-appello-grillo), senza ottenere alcun riscontro. Da un Governo che ha fatto del cambiamento la sua bandiera ci aspetteremmo di più che l’ennesimo vuoto annuncio non seguito dai fatti”.

Ad aggravare il quadro di un silenzio istituzionale su un’ormai innegabile “emergenza-allevamenti”, un nuovo segnale preoccupante arriva dal Parlamento, che soltanto pochi giorni fa ha approvato lo stanziamento di 5 milioni di euro (1 milione nel 2019 e 4 nel 2020) di finanziamenti agli allevamenti di suini, senza alcun vincolo di condizionalità legato al rispetto delle norme igienico-sanitarie e sul trattamento degli animali.

“Una vera contraddizione, che risulterà nell’erogazione di denaro pubblico a pioggia, a un settore che, secondo l’audit della Commissione Europea, opera per il 98% nell’illegalità, praticando le mutilazioni routinarie della coda, e non solo… come abbiamo più volte denunciato con le nostre investigazioni” conclude Bennati. (nelcuore.org)

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