Agenpress. La dichiarazione odierna del Ministro Galletti per cui “L’eutanasia nei canili è solo l’ultima bugia sul Piano per la salvaguardia del Lupo” ove sottolinea che non si parla nemmeno indirettamente di eutanasia o di abbattimento, conferma come il Ministro ignori il documento  dallo stesso stilato e sottoscritto.

E’ bene ricordare al Ministro Galletti quanto segue.  il Piano della conservazione e gestione del Lupo ( gennaio 2017) così recita PARTE III.2. AZIONI PER PREVENIRE LA PRESENZA DI CANI VAGANTI E L’IBRIDAZIONE LUPO- CANE:

La presenza diffusa di cani vaganti (padronali non controllati, randagi e inselvatichiti) rappresenta una delle principali minacce per la conservazione del lupo per diversi motivi ed il controllo di tale fenomeno è quindi una delle priorità di azione. La mancata applicazione della L. 281/91 in termini di controllo dei cani con padrone, uso dell’anagrafe canina e gestione dei cani catturati ha esacerbato le situazioni negli ambiti rurali e richiede una seria riflessione sulle cause e conseguenze del sostanziale fallimento delle norme.

Le azioni di intervento sono state oggetto di una specifica indagine realizzata dall’INFS ( oggi ISPRA) alla quale si rimanda (Genovesi e Dupré, 2000). L’Azione 2.1 richiede con priorità molto alta un’analisi da parte di ISPRA dell’intero quadro normativo relativo al randagismo canino (e ibridi) entro 12 mesi dall’adozione del Piano; richiede, inoltre, entro 24 mesi ai tre ministeri, MATTM, MS e MIPAAF, responsabili della gestione del randagismo, di definire i principi e i termini di un’eventuale revisione del quadro normativo, inclusa la revisione della L. 281/91 ( Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo per cui all’art. 2 comma 2 i cani vaganti ritrovati, catturati o ricoverati non possono essere soppressi).

PARTE III PREMESSA Il piano nasce come un insieme coordinato di azioni perché queste sono tutte essenziali alla sua logica e alla sua riuscita. Non è possibile ipotizzare di scorporare o realizzare solo alcune azioni..- Di seguito un estratto dello studio critico ed analisi di Genovesi e Dupret, 2000 cui il “Piano di conservazione del lupo” ed il “Progetto life ibriwolf (Bocci et al, 2015)” rimandano –….Una revisione della legge 281/91 appare indispensabile per ridurre significativamente l’impatto esercitato dai cani vaganti sul lupo e sulla fauna selvatica. L’INFS ha di recente evidenziato che un’efficace strategia di gestione e contenimento del fenomeno del randagismo dovrebbe essere fondata sul rafforzamento delle anagrafi canine, la diffusa sterilizzazione dei cani, la reintroduzione della possibilità di eutanasia dei cani dopo un periodo di mantenimento nei canili, la reintroduzione della possibilità di abbattimento diretto dei cani vaganti quando essi esercitino un accertato impatto su specie di interesse conservazionistico, l’attivazione diffusa di strumenti di educazione e informazione per ridurre gli abbandoni e rendere efficaci le altre misure proposte (Genovesi e Dupré, 2000). – dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli – .

Attualmente la L.281/91 rappresenta un ostacolo alla realizzazione delle strategie di gestione e contenimento del fenomeno del randagismo (Genovesi e Dupré, 2000) per questo il Ministro chiede di revisionarla. E’ evidente che un documento ad hoc dei tre ministeri MATTM, MS e MIPAAF e dell’ISPRA, orienterà la scelta di voto dei parlamentari inevitabilmente verso la demolizione della L. 281/91, cani randagi e vaganti potranno essere soppressi ed abbattuti riportando la nostra civiltà indietro di trent’anni.

E’ un copione più volte visto nell’ambito della Sperimentazione Animale (Vivisezione) dove il parere condiviso di MS, ISS, AIFA ha orientato anche quest’ultima volta il voto dei parlamentari prorogando di altri tre anni i test sugli animali.

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